La famiglia Grimaldi rappresenta il casato regnante più antico al mondo, ma finora non era mai successo che un papa facesse visita al principato di Monaco, lo Stato più piccolo al mondo dopo il Vaticano. Eppure è proprio quello che è accaduto a fine marzo, quando alla vigilia della domenica della Palme papa Leone XIV ha visitato il palais princier con grande gioia per i monegaschi, accorsi per la benedizione.
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Accolto dal principe Alberto, dalla moglie Charlène e dai figli Gabriella e Jacques, dopo i saluti e le foto di rito il Pontefice si è trattenuto per un incontro privato con la famiglia, al termine del quale è avvenuto il consueto scambio di doni, la firma sul libro degli ospiti e il saluto dal balcone, prima della messa. Per l’occasione la principessa ha scelto un outfit total white degno di una regina — nel vero senso della parola.
David NIVIERE
Cos’è e a chi è concesso il privilegio del bianco?
Si tratta del cosiddetto “privilegio del bianco“, che concede alle sovrane cattoliche di poter indossare il bianco al cospetto del papa. A tutte le altre personalità — dalle sovrane non cattoliche alle mogli dei capi di Stato — è richiesto invece un dress code nero. Nulla di strano, dunque, che Charlène in occasione di questa eccezionale visita di Stato abbia optato per un abito longuette a maniche lunghe bianco e un velo in pizzo, altrettanto bianco, sul capo.
Questo privilegio è esteso a un piccolo circolo di donne, tra cui la regina Letizia di Spagna, la regina Mathilde del Belgio, la granduchessa Stéphanie di Lussemburgo, la principessa Marina di Napoli, così come a due regine emerite i cui mariti non regnano più: la regina Sofia di Spagna e la regina Paola del Belgio. Come cattolica, anche la suocera della granduchessa Stéphanie, la granduchessa Maria Teresa di Lussemburgo, detiene ancora il privilegio dopo l’abdicazione di suo marito, il granduca Henri, nell’ottobre 2025.
Perché a Grace Kelly venne impedito di indossare il bianco?
Se è vero che prima di quest’anno non era mai avvenuta una visita ufficiale del papa in età moderna — gli unici due precedenti storici, peraltro raffigurati in due affreschi del palazzo, risalgono alla visita di Papa Paolo III nel 1538 e al passaggio della salma di Papa Pio VI nel 1802 —. è altrettanto vero che prima di Charlène alle principesse monegasche non era concesso fare visita al papa in bianco.
Gli osservatori più attenti ricorderanno che questo privilegio non venne esercitato da Grace Kelly, al tempo del suo viaggio in Vaticano con il principe Ranieri. Quando la coppia fu accolta da papa Pio XII il 2 maggio 1957, le foto dell’epoca ritrassero l’ex attrice di Hollywood in nero con tanto di mantiglia scura. Come si spiega questa differenza di trattamento rispetto alla futura nuora, convolata a nozze nel 2011 con il figlio di Grace?
Perché le regole sono cambiate?
La spiegazione va ricercata in una diversa considerazione in cui veniva tenuta la casa Grimaldi di Monaco, di fatto un principato e non una monarchia. Questa distinzione ha sempre impedito alle principesse di Monaco di esercitare il “privilegio del bianco” finché nel 2013 le regole non sono cambiate e la concessione è stata estesa anche alla moglie di Alberto, che infatti ha colto l’occasione della speciale visita pontificia per esercitare questo diritto. A ribadire l’affermazione di un diritto ormai acquisito dalla famiglia Grimaldi è la scelta forse non casuale di ritrarre il pontefice davanti al dipinto ufficiale di Grace di Monaco di bianco vestita, come a dire che oggi il privilegio del bianco si estende anche a lei.
Vatican Pool
“Un segno discreto del legame con la Santa Sede”
Anche alla piccola Gabriella è stato concesso di indossare l’abito bianco, sebbene in questo caso la scelta sia da ricondurre a una piccola deroga concessa in virtù della giovane età della bambina, che lo scorso dicembre ha compiuto insieme al fratello gemello Jacques 11 anni. Alla luce di questa precisazione sul dress code della principessa, “un segno discreto, ma tangibile del particolare rapporto che lega la famiglia principesca alla Santa Sede”, come spiegano sulla pagina ufficiale del palais princier, non stupisce poi così tant0 che papa Leone XIV abbia accettato di fare tappa proprio a Monaco per il suo secondo viaggio istituzionale.

