di
Greta Previtera
Il portavoce del primo ministro Al Thani: «Le relazioni tra Qatar e Italia si sono rafforzate costantemente negli ultimi anni. Stiamo potenziando la cooperazione nei settori della diplomazia, dell’energia e degli investimenti»
A poche ore dalla visita improvvisa di Giorgia Meloni in Qatar, Majed al Ansari, il portavoce del primo ministro Mohammed Al Thani, ci racconta i contenuti del colloquio.
Quali azioni concrete sono state decise dopo l’incontro?
«È stato un dialogo costruttivo, durante il quale i due leader hanno discusso degli sviluppi in corso e delle loro implicazioni. Condividiamo con i nostri partner italiani la consapevolezza della necessità urgente di una de-escalation. Servono soluzioni diplomatiche per contenere l’impatto della crisi sulle catene di approvvigionamento globali».
Aumenteranno gli investimenti e la fornitura di gas all’Italia?
«Le relazioni tra Qatar e Italia si sono rafforzate costantemente negli ultimi anni. Stiamo potenziando la cooperazione nei settori della diplomazia, dell’energia e degli investimenti. La nostra collaborazione è di lungo periodo e siamo impegnati a sostenere il governo italiano e il suo popolo nel soddisfare le sue necessità energetiche».
Vi aspettavate il viaggio della nostra premier?
«È stata una visita importante e tempestiva. Meloni è la prima leader europea a visitare il Qatar durante la guerra. Dall’inizio del conflitto, ci coordiniamo con l’Italia e con altri partner europei in materia di difesa e di sicurezza internazionale ed energetica. La solidità delle nostre relazioni testimonia il continuo sostegno dell’Italia in questo momento cruciale».
Cosa hanno detto Meloni e Al Thani riguardo allo Stretto di Hormuz?
«Lo Stretto è un passaggio di rilevanza globale e non dovrebbe essere soggetto al controllo o alle decisioni di un singolo Paese. La sua chiusura rappresenta una grave minaccia alla sicurezza energetica mondiale. Stiamo lavorando per sostenere soluzioni diplomatiche che garantiscano la rapida riapertura di Hormuz».
Come valuta il ruolo dell’Europa in questa crisi?
«Molti dei nostri partner internazionali riconoscono la gravità della situazione e l’impatto che l’instabilità regionale avrà sull’economia globale. Vorrei ringraziare i nostri alleati europei per il sostegno che hanno offerto».
Ora il Qatar si è rifiutato di fare da mediatore tra Iran e Stati Uniti.
«In questo momento, il focus è sulla difesa del nostro Paese, nonché sulla riparazione dei danni alle infrastrutture, in particolare agli impianti energetici. Detto ciò, continuiamo a sostenere gli sforzi diplomatici volti alla de escalation e a favore di soluzioni pacifiche».
È possibile un intervento del Qatar nella guerra?
«Dall’inizio, abbiamo chiarito che manteniamo il diritto all’autodifesa. Tuttavia, il Qatar non ha mai fatto parte di questa guerra e ha dichiarato di rifiutare di essere trascinato nel conflitto».
Vi aspettavate di essere attaccati in questo modo?
«È la seconda volta in meno di un anno che veniamo presi di mira dall’Iran, quindi eravamo consapevoli del rischio. Ma è stato uno shock vedere infrastrutture e città colpite in questo modo. È stato un atto di tradimento che avrà effetti catastrofici nelle nostre relazioni con l’Iran. Si è trattato di una minaccia diretta alla sicurezza nazionale. Condanniamo con la massima fermezza l’aggressione iraniana».
Qual è il futuro di questo conflitto?
«Dal 2023 abbiamo avvertito che le escalation nella regione avrebbero potuto portare a una situazione molto più pericolosa. Dobbiamo lavorare insieme per porre fine alla guerra».
Quali danni ha causato finora il conflitto in Qatar?
«Abbiamo assistito a tentativi di colpire sia infrastrutture civili che strategiche, incluso l’aeroporto di Hamad. I nostri sistemi di difesa aerea li hanno intercettati. Sono stati colpiti anche impianti di produzione di gas naturale, aree industriali e università. Il Qatar rappresenta il 20% del commercio mondiale di Gnl e questi incidenti hanno ridotto la nostra capacità di esportazione di circa il 17%, con perdite stimate in 20 miliardi di dollari annui. Questi attacchi sottolineano l’importanza del Qatar e dei Paesi del Golfo per la stabilità dell’economia globale».
4 aprile 2026 ( modifica il 4 aprile 2026 | 22:50)
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