di
Angelo Drusiani
Le cedole non sono fisse, come quelle dei Btp, ma seguono il mercato. E quindi ora sono in rialzo, ma sono state in calo nei momenti in cui i tassi di mercato erano invece orientati al ribasso
Un passato illustre, un presente a scartamento ridotto. Ma oggi, di fronte alle nuove paure di un ritorno importante dell’inflazione, i titoli a tasso variabile più classici del Tesoro italiano meritano attenzione e possono tornare alla ribalta. Parliamo dei Cct che al momento contano solo nove emissioni in circolazione quotate a Borsa Italiana. Le loro cedole non sono fisse, come quelle dei Btp, ma seguono il mercato. E quindi ora sono in rialzo, ma sono state in calo nei momenti in cui i tassi di mercato erano invece orientati al ribasso. Lo spazio che gradualmente hanno abbandonato è stato coperto dalle corpose emissioni di Btp. Quelli classici a cedola fissa, ma anche quelli più innovativi. Come il recente Btp Valore, che prevede cedole fisse sì, ma che salgono nel tempo. E che in quest’ultimo caso sono state allineate su valori più elevati dei minimi annunciati all’inizio del collocamento, avvenuto proprio nei giorno del blitz di Usa e Israele in Iran.
Come funziona il meccanismo
Ma ecco la rassegna delle nove emissioni di Cct presenti sul mercato. La scadenza più ravvicinata è dietro l’angolo, 15 aprile 2026, per finire, con la scadenza 15 aprile 2035. I rendimenti vanno dal 2,57% del 2028 al 3,18% del 2035. Il Dipartimento del Tesoro propone mensilmente agli investitori, accanto ad un maggior valore nominale di Btp, la riapertura di Cct già in circolazione o una proposta con data di rimborso diversa da quelle già presenti nel mercato. Il terreno più fertile per questa tipologia di strumento la si è vissuta anni addietro, quelli post pandemia in fase di inflazione crescente. Anni in cui i tassi di mercato erano tutt’altro che stabili, con una propensione ad aumentare non continua nel tempo, ma abbastanza accentuata.

Le caratteristiche (e le particolarità)
Tra le caratteristiche di questo strumento finanziario c’è un’ulteriore particolarità: il meccanismo della remunerazione non prevede solo tassi variabili, con un «gancio» all’Euribor semestrale, ma anche un valore percentuale, fissato in fase di emissione, che moltiplicato per il tasso stesso fa sì che l’accredito della cedola salga ulteriormente. In pratica, tra le caratteristiche del Cct è presente un margine aggiuntivo, espresso in percentuale, che definisce il valore complessivo del flusso cedolare e, di conseguenza, del rendimento totale dello strumento finanziario, grazie al fatto che viene sommato al tasso d’interesse indicato in fase di collocamento dello strumento. Naturalmente con l’applicazione della tassazione del 12,50%, come per tutti gli altri titoli obbligazionari collocati dal Dipartimento del Tesoro. Non è una sorta di salvagente il Cct, anche perché se e quando il conflitto in Medio Oriente finirà il rischio di rendimenti in rialzo dovrebbe di nuovo avere minori possibilità sui mercati.
In portafoglio
Al tempo stesso, la presenza di questo strumento coprirà una quota parte del patrimonio investito non determinante, ma farà sì che la configurazione del portafoglio titoli assuma una fisionomia a tutto campo, dal momento che gli strumenti presenti offrono caratteristiche tra di loro differenti e in grado di coprire situazioni di mercato sia stabili, sia variabili. Le prospettiva dei tassi d’interesse sono dipendenti dalle vicende belliche in atto e dalla successiva fase di ricostruzione che, quasi certamente, occuperà non pochi anni. Maggiore è la diversificazione del portafoglio titoli e minori saranno i rischi di avere dato vita ad investimenti non in linea con il futuro andamento dei mercati. In questa ottica, non v’è dubbio che la diversificazione di strumenti con caratteristiche diverse rappresenti una sorta di paracadute importante. Al tempo stesso, è sempre meglio dar vita ad una serie di investimenti facilmente smobilizzabili, grazie alla presenza di emissioni governative largamente scambiate nei mercati finanziari di Eurozona.
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5 aprile 2026 ( modifica il 5 aprile 2026 | 07:52)
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