L’ex tecnico dell’Inter: “A Riad ho trovato una situazione fantastica. Italia fuori dai Mondiali? Mi è dispiaciuto ma si riprenderà”

5 aprile 2026 (modifica alle 14:25) – MILANO

Non ha chiesto di tornare in Italia, Simone Inzaghi, spegnendo le (50) candeline a 5.000 km da Piacenza. In Arabia Saudita infatti l’ex ct dell’Inter, che oggi festeggia mezzo secolo, ha trovato una nuova dimensione, diversa, certo,  da quella vissuta in Serie A ma, a sentirlo, persino più completa. Nessuna nostalgia, almeno non quanta e non quella che ci si aspetterebbe: “Qui vivo non bene, ma di più”, racconta alla Libertà. L’Arabia, per lui è stato un cambio di vita, oltre a una scelta professionale: “In Arabia Saudita ho trovato una situazione fantastica sotto tutti i punti di vista: lo stile di vita, le infrastrutture sportive e non, la serenità che riesce ad accompagnarti anche in un lavoro che può essere stressante come il mio”. L’Italia resta nei suoi pensieri, ma da lontano. Inzaghi segue tutto, soffre anche, al fianco degli italiani: “Mi fa un grande dispiacere che l’Italia non sarà ai Mondiali per la terza volta di fila, sono italiano al cento per cento, mio fratello un Mondiale lo ha anche vinto”. Il riferimento è ovviamente al fratello Filippo Inzaghi. La fiducia però resta: “Il calcio italiano si riprenderà. Ne sono sicuro. Detto questo, ho lasciato l’Italia del calcio per una serie di motivi”.  

non solo soldi—  

Si sa, Arabia uguale ingaggio monstre: Inzaghi prende 27 milioni l’anno per allenare nella Saudi Pro League. Ma il ct dell’Al-Hilal rifiuta questa narrazione: “Guadagnare tanto fa piacere ma non avevo bisogno di denaro, per fortuna. Determinante è stata la voglia di provare un’esperienza completamente nuova in un ambiente completamente nuovo. Gli anni all’Inter sono stati molto soddisfacenti dal punto di vista professionale, ma anche molto stressanti. Ho sentito il bisogno di rivivere il calcio ad alto livello, ma staccando la spina da un carico di pressioni che era diventato molto pesante”. 

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futuro e panchina—  

Se Inzaghi non pensa all’Italia, l’Italia pensa a Inzaghi. Le voci su un possibile ritorno, magari anche come ct, non mancano. Lui però frena: “Lusingato, ma come ho detto, sto bene qui e ho un altro anno di contratto con l’Al Hilal”. A sentirlo, Inzaghi non sembra avere nessuna fretta di lasciare Riad: “Sono soddisfatto di avere una bellissima famiglia, di fare il lavoro che mi piace, di avere già vinto qualcosa in carriera, sia da calciatore che da allenatore”. C’è anche un altro aspetto che rivendica con orgoglio: “Non mi sono mai fatto trascinare nelle polemiche”. E poi c’è il calcio che continua, ma in famiglia. Il figlio Lorenzo ha già intrapreso la strada: “Ha 13 anni ed è attaccante come me: giocava nell’Inter, ora è negli Allievi dell’Al Hilal e ha già segnato 21 gol in campionato. Pensa che alla sua età è alto quasi un metro e 80 e porta il 43 di piede”. Andrea, il più piccolo, è ancora all’inizio, ma il pallone è già una costante. “Ha solo 5 anni, ma col pallone si diverte un mondo e mi sembra portato”. La dinastia, insomma, è pronta a continuare. Anche a migliaia di chilometri da Piacenza.