📡 Aggiornamento live — 5 aprile 2026, Giorno 5 di missione

Sono le 00:35 italiane del 2 aprile 2026. Il cielo sopra Cape Canaveral si squarcia in una colonna di fuoco bianco che illumina l’Atlantico. Quattro esseri umani — Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch, Jeremy Hansen — abbandonano la Terra. Non andranno semplicemente nello spazio, dove già lavorano gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale. Andranno oltre. Verso la Luna. Per la prima volta dal dicembre 1972, quando Gene Cernan salì sul modulo lunare dell’Apollo 17 e disse addio al suolo lunare, l’umanità torna a guardare il suo satellite da vicino con occhi umani (scopri le 10 curiositxc3xa0 sulla Luna che forse non conosci).

Artemis II non è una missione di allunaggio. È qualcosa di più sottile e forse altrettanto importante: un volo di test, un collaudo dell’intera architettura che dovrà portare astronauti a camminare nuovamente sulla Luna nel 2028. Ma il suo peso storico è enorme. E mentre scriviamo queste righe, la capsula Orion — ribattezzata “Integrity” dall’equipaggio — è già a metà strada tra la Terra e la Luna, e domani sorvolerà il lato nascosto del nostro satellite. Storia in presa diretta.

🚀 Chi sono i quattro astronauti di Artemis II

La NASA ha scelto un equipaggio che è già, di per sé, una dichiarazione. Comandante è Reid Wiseman, veterano delle missioni ISS, il più anziano dei quattro. Pilota è Victor Glover, che diventa il primo afroamericano a viaggiare verso la Luna. Specialista di missione è Christina Koch, la prima donna a spingersi in orbita lunare — recordwoman assoluta per durata di un singolo soggiorno sulla ISS. A completare il quartetto c’è Jeremy Hansen, astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA), il primo non statunitense a raggiungere lo spazio profondo.

Con loro, a bordo, c’è anche Rise: il piccolo mascotte anti-gravità della missione, un indicatore di assenza di peso progettato da Lucas Ye, un bambino di 8 anni di Mountain View, California, che ha vinto il concorso NASA con un’idea ispirata alla storica fotografia Earthrise dell’Apollo 8 — la Terra che sorge dietro l’orizzonte lunare. Rise raffigura la Luna con la Terra come cappellino da baseball. Poetico e preciso allo stesso tempo.

L'equipaggio di Artemis II a bordo della capsula Orion Integrity durante il Giorno 3 della missioneL’equipaggio di Artemis II a bordo della capsula Orion “Integrity” durante il Giorno 3 della missione (3 aprile 2026). Da sinistra: Jeremy Hansen (CSA) al centro dell’inquadratura. Credito: NASA🛸 Il razzo SLS e la capsula Orion: la nuova architettura per lo spazio profondo

Lo Space Launch System (SLS) è il razzo più potente mai costruito dalla NASA per missioni con equipaggio. È capace di portare la capsula Orion, gli astronauti e il carico direttamente verso la Luna in un singolo lancio — qualcosa che nessun altro vettore attuale può fare. La sera del 1° aprile 2026, alle 18:35 EDT (00:35 italiane del 2 aprile), il razzo si è alzato dal complesso di lancio 39B del Kennedy Space Center in Florida, lo stesso storico pad da cui partirono molte missioni Apollo.

La capsula Orion, cuore dell’architettura Artemis, è progettata per sostenere fino a quattro astronauti nello spazio profondo per missioni di durata fino a 21 giorni. Il suo modulo di servizio — elemento critico per propulsione, energia e supporto vitale — è fornito dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) attraverso il contributo dell’industria europea. Subito dopo il lancio, i quattro pannelli solari di Orion si sono dispiegati regolarmente, come un fiore meccanico che si apre verso il Sole: ogni ala estesa, Orion raggiunge un’apertura complessiva di circa 19 metri.

🌍 Le prime immagini della Terra: come non l’avevamo mai vista

Poche ore dopo il lancio, la telecamera montata sui pannelli solari di Orion ha trasmesso qualcosa di straordinario: la Terra, a forma di falce luminosa, sospesa nel nero assoluto dello spazio. È la prima immagine della nostra stessa casa restituita da occhi — anche artificiali — che stavano davvero allontanandosi verso la Luna.

La Terra vista come sottile falce luminosa dall'oblò della capsula Orion di Artemis II, il 3 aprile 2026La Terra ripresa dall’oblò di Orion durante il Giorno 2 della missione Artemis II: una sottile falce luminosa nel buio dello spazio profondo. Credito: NASA

Ma è l’astronauta canadese Jeremy Hansen, guardando dal finestrino di Orion, a dare la misura di ciò che stavano vivendo: “Stiamo ammirando una vista meravigliosa del lato in ombra della Terra, illuminato dalla Luna. È fenomenale. Nessuno di noi riesce a pranzare perché siamo incollati ai finestrini”. Christina Koch ha aggiunto di riuscire a vedere l’intera sagoma dei continenti, le coste, persino il Polo Sud — il suo vecchio terreno di ricerca durante il record di permanenza sulla ISS.

Il 3 aprile, la NASA ha pubblicato anche una delle immagini già destinate a diventare iconiche della missione: la Terra fotografata dall’oblò di Orion subito dopo il burn translunar, con due distinte aurore polari visibili nell’angolo in alto a destra e in basso a sinistra — e la luce zodiacale in basso a destra. Non era mai stata scattata una foto simile da una capsula con equipaggio umano a bordo.

🔥 Il burn translunar del 2 aprile: addio orbita terrestre

La manovra più attesa della prima fase di missione è avvenuta il 2 aprile alle 19:49 EDT (01:49 italiane del 3 aprile). Il motore principale del modulo di servizio europeo di Orion ha bruciato per 5 minuti e 50 secondi, accelerando la capsula di circa 1.274 piedi al secondo (388 m/s). Quel preciso istante ha sancito qualcosa di epocale: per la prima volta dal 7 dicembre 1972 — la partenza dell’Apollo 17 — esseri umani hanno lasciato l’orbita terrestre.

“Oggi, per la prima volta dall’Apollo 17, degli esseri umani hanno lasciato l’orbita terrestre”, ha dichiarato la dottoressa Lori Glaze, amministratore associato ad interim per la Direzione della missione di sviluppo dei sistemi di esplorazione della NASA a Washington. “Orion opera con equipaggio per la prima volta nello spazio profondo, e stiamo raccogliendo dati critici, imparando da ogni passo. Questo è un grande momento, e siamo fieri di condividerlo col mondo.”

Il burn ha posizionato Orion su una traiettoria di ritorno libero (free-return trajectory): una rotta in cui la gravità lunare agisce come una fionda naturale, curva il percorso della capsula attorno alla Luna e la rimanda verso la Terra senza bisogno di ulteriori grandi manovre propulsive — un sistema di sicurezza intrinseco alla missione.

🌕 Prima immagine della Luna da Artemis II: la prima volta dell’occhio umano sull’Orientale

Il 3 aprile, durante il Giorno 2 e l’inizio del Giorno 3, la Luna ha cominciato ad apparire sempre più grande dagli oblò di Orion. Uno degli scatti diventati subito virali — ripreso da uno dei membri dell’equipaggio — mostra il nostro satellite in lontananza attraverso il vetro della capsula, sullo sfondo del buio siderale, mentre la Terra si allontana in direzione opposta.

La Luna ripresa dall'equipaggio di Artemis II attraverso il finestrino della capsula Orion il 3 aprile 2026La Luna fotografata da un membro dell’equipaggio di Artemis II attraverso il finestrino della capsula Orion il 3 aprile 2026, Giorno 2 di missione. Credito: NASA

La CNN ha riportato che tra le immagini del Giorno 3-4 ne compare una straordinaria: si intravede una porzione del Bacino dell’Orientale, un cratere da impatto di 965 chilometri di diametro che si trova nella zona di transizione tra il lato visibile e quello nascosto della Luna. È la prima volta che occhi umani lo vedono da questa prospettiva: fino ad oggi, solo sonde robotiche lo avevano fotografato. Un record già segnato, e il flyby lunare vero e proprio deve ancora avvenire.

🎮 Giorno 4: Victor Glover prende il controllo manuale nello spazio profondo

Il 4 aprile, mentre l’equipaggio era a circa 272.000 chilometri dalla Terra e 177.000 chilometri dalla Luna, Victor Glover ha preso il controllo manuale della capsula Orion per circa 70 minuti. Il test — programmato e supervisionato da Mission Control a Houston — è progettato per raccogliere dati sulle qualità di manovra del veicolo nello spazio profondo: come risponde ai comandi, come si comporta in assenza di gravità con quattro persone a bordo, come gestisce movimenti precisi in un ambiente dove non c’è attrito ne’ punto di riferimento fisico.

La giornata ha incluso anche un test acustico di 24 ore per caratterizzare l’ambiente sonoro nella capsula — informazione fondamentale per missioni future più lunghe, dove il rumore cronico può diventare un fattore di stress per l’equipaggio.

Il comandante Reid Wiseman guarda attraverso uno degli oblò della capsula Orion durante il Giorno 4 della missione Artemis II, 4 aprile 2026Il comandante Reid Wiseman guarda attraverso uno degli oblò di Orion durante il Giorno 4 della missione Artemis II (4 aprile 2026). Credito: NASA🌑 Oggi, Giorno 5: Orion entra nella sfera d’influenza lunare

Oggi, 5 aprile, è il giorno in cui la Luna “vince” sulla Terra. Si chiama sfera d’influenza gravitazionale il volume di spazio all’interno del quale la forza di gravità di un corpo celeste supera quella di un altro: da questo momento in poi, Orion è nel dominio gravitazionale della Luna. Non è un confine fisico ma matematico, eppure ha un suo peso simbolico enorme — è il momento in cui la capsula cessa di “cadere” verso la Terra e comincia a “cadere” verso la Luna.

L’equipaggio sta ultimando i preparativi per il flyby di domani: la squadra scientifica a Houston ha costruito un Lunar Targeting Plan, un piano di osservazione dettagliato che indica cosa fotografare e studiare durante le sei ore in cui Orion sarà abbastanza vicino alla superficie lunare da effettuare osservazioni significative. Crateri, colate laviche antiche, sistemi di faglie e creste — la geologia della Luna raccontata per la prima volta da occhi umani in orbita ravvicinata.

🌒 Domani, 6 aprile: il flyby lunare — il momento più atteso

La finestra di osservazione lunare si aprirà domani, lunedì 6 aprile, alle 20:45 ora italiana (14:45 EDT) e durerà fino alle 03:40 del 7 aprile (21:40 EDT del 6 aprile). Il momento culminante sarà l’avvicinamento massimo alla Luna, previsto per le 01:02 italiane del 7 aprile (19:02 EDT del 6 aprile): Orion passerà a soli 6.542 chilometri dalla superficie lunare — circa 4.066 miglia. Da questa distanza, l’equipaggio vedrà l’intero disco lunare in una sola inquadratura: poli nord e sud compresi, un panorama che nessuno ha mai avuto.

Per circa 40 minuti, a partire dalle 23:47 italiane del 6 aprile, Orion passerà dietro la Luna: le comunicazioni con Mission Control si interromperanno completamente. La Luna blocca i segnali radio — esattamente come avveniva durante le missioni Apollo. È un momento di silenzio che, per i colleghi a Houston, è sempre carico di tensione.

Quando Orion riemergerà, l’equipaggio sarà già sulla rotta di ritorno verso la Terra. Ma prima di allora, un ultimo spettacolo: una eclissi solare totale visibile dall’interno della capsula, quando il Sole si nasconde dietro il profilo della Luna. Un’occasione per osservare oggetti di solito invisibili: lampi di impatti meteoritici sulla superficie lunare, polvere sollevata al bordo del terminatore, e forse pianeti nel cielo senza atmosfera.

🔬 La scienza a bordo: l’esperimento AVATAR e il futuro di Marte

Artemis II non è solo un volo dimostrativo. A bordo ci sono esperimenti scientifici progettati per capire come lo spazio profondo — con i suoi livelli di radiazione e la microgravità prolungata — influenza il corpo umano. Il più innovativo si chiama AVATAR (A Virtual Astronaut Tissue Analog Response): utilizza campioni derivati dal midollo osseo degli astronauti, inseriti in microsistemi chiamati “organi su chip” (organ-on-a-chip). Questi dispositivi simulano il comportamento di tessuti biologici reali in risposta all’ambiente spaziale — informazione fondamentale per pianificare missioni verso Marte, dove il viaggio durerà mesi.

📱 Strumenti per seguire la missione in diretta

La missione Artemis II è la più documentata nella storia dell’esplorazione spaziale. Ecco gli strumenti principali per seguirla:

  • AROW — Artemis Real-time Orbit Website (nasa.gov/trackartemis): il tracker ufficiale NASA che mostra in tempo reale la posizione di Orion rispetto alla Terra e alla Luna, con distanza, velocità e tempo trascorso. La versione mobile aggiunge una funzione di realtà aumentata: punta lo smartphone verso il cielo e vedi dove si trova Orion in quel preciso momento.
  • NASA+ e YouTube NASA (youtube.com/@NASA): la NASA trasmette in diretta 24 ore su 24 dal canale Youtube ufficiale, con la telecamera esterna di Orion sempre attiva. Quando la capsula è nell’oscurità lo schermo diventa nero, quando le comunicazioni vengono interrotte diventa blu — ma il segnale riprende sempre.
  • NASA Blog Artemis (nasa.gov/blogs/artemis): aggiornamenti testuali ufficiali milestone per milestone, da Mission Control Houston.
  • @NASAArtemis sui social: aggiornamenti su X (Twitter), Facebook e Instagram con immagini ufficiali pubblicate in tempo reale dall’equipaggio e dalla NASA.
  • Effemeridi di traiettoria: dopo il lancio, la NASA ha reso disponibili i dati di traiettoria completi di Orion, aggiornati in tempo reale. Possono essere importati in software come Stellarium o Celestia per seguire la capsula con un telescopio amatoriale.

🔭 Le migliori app per vivere Artemis II

  • NASA App (iOS e Android, gratuita): integra AROW direttamente, con notifiche push per ogni milestone della missione, feed immagini aggiornato in tempo reale e accesso a NASA+. È il punto di accesso principale a tutto il materiale ufficiale.
  • NASA+ Streaming (web, iOS, Android, smart TV): piattaforma streaming gratuita con copertura live continua, documentari, briefing tecnici e commenti in tempo reale dagli esperti NASA. Perfetta per seguire il flyby di domani.
  • Stellarium (iOS, Android, web — gratuita): l’app planetario più usata al mondo. Dopo il lancio, Orion è stata osservabile con telescopi amatoriali durante le prime ore di missione. Con i dati TLE disponibili, è possibile calcolare i passaggi futuri della capsula.
  • SpaceFlightNow (web): copertura editoriale tecnica e aggiornata, perfetta per chi vuole i dettagli ingegneristici oltre la narrazione principale.

🌏 Cosa succede dopo: il rientro e la strada verso Artemis IV

Dopo il flyby lunare di domani, Orion inizierà il viaggio di ritorno verso la Terra. L’ammaraggio è previsto per il 10 aprile 2026 (11 aprile alle 02:06 italiane), nelle acque del Pacifico al largo di San Diego, California. Le squadre di recupero della Marina degli Stati Uniti saranno pronte.

Ma il viaggio reale è appena cominciato. Artemis II è il penultimo gradino prima dell’allunaggio: Artemis III porterà astronauti in orbita lunare con lo Starship HLS di SpaceX come veicolo di discesa, mentre Artemis IV, previsto per il 2028, sarà il primo allunaggio dell’era Artemis — con una donna e un astronauta di colore che toccheranno il suolo lunare per la prima volta nella storia. La Luna del polo sud, ricca di ghiaccio d’acqua, attende.

Tutto ciò che sta accadendo in questo momento — ogni burn, ogni correzione di rotta, ogni foto scattata dall’oblò di Orion — è dati. Dati che serviranno a far sbarcare esseri umani sulla Luna tra due anni. E a preparare, lentamente, il passo successivo: Marte.

📡 Fonti ufficiali