di
Nicolò Fagone La Zita

Questa «casa lunare» costruita a Torino è destinata a diventare il primo vero avamposto umano sulla Luna, aprendo la strada a nuove esplorazioni

L’idea di una «casa sulla Luna» non è più fantascienza e Torino si prepara a interpretare il ruolo di protagonista del progetto. Nel capoluogo piemontese, infatti, si sta sviluppando il modulo abitativo destinato alle future missioni lunari del programma Artemis. Il progetto è portato avanti da Thales Alenia Space, su richiesta dell’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con la Nasa. 

La sopravvivenza degli astronauti

Ovviamente non si tratta di una casa nel senso tradizionale, niente superattico con piscina per intenderci, ma di un ambiente pressurizzato progettato per garantire la sopravvivenza degli astronauti. Offrirà ossigeno, protezione dalle radiazioni e spazi per lavorare e vivere in periodi prolungati. Questa «casa lunare» è destinata a diventare il primo vero avamposto umano sulla Luna, aprendo la strada a nuove esplorazioni. Dietro il progetto la professionalità di Nicola Genco, program manager di Thales per la prima casa extraterrestre. 



















































Le dimensioni

«Sarà pronta entro il 2034 – racconta – e potrà ospitare fino a due astronauti, che potranno restare nella struttura fino a un massimo di 30 giorni, in base alle forniture di cibo, azoto, ossigeno e acqua. Parliamo di un modulo da 7 metri di lunghezza e 2,5 d’altezza. Sarà realizzata per resistere all’ambiente lunare per almeno 10 anni». Un contesto non proprio semplice: «Sulla Luna si verificano escursioni termiche importanti, da -250 gradi a +130. Questa è la grande sfida. Prima di entrare nell’abitazione servirà decontaminare gli astronauti dalle radiazioni e dalla polvere».

L’arredamento

 Per il resto, sarà una casa più terrestre di quanto si possa immaginare. «Ci saranno tavoli, sedie, letti, pannelli fotovoltaici, aree di lavoro e di ristoro. Sulla Luna c’è gravità, quindi gli oggetti non fluttuano, ma il loro peso vale un sesto rispetto al pianeta Terra. Il pavimento sarà in metallo, leggero e resistente, e sarà garantito un riciclo d’aria continuo, grazie alle taniche di ossigeno e azoto poste all’esterno della casa. Ovviamente ci sarà anche il bagno con il water lunare, anche se lì l’acqua sarà un bene prezioso e occorrerà utilizzarla al meglio. Ci vorranno 8 anni per portare a compimento l’intero progetto, che nei nostri programmi sarà solo l’inizio. Saremo pronti a fare altri moduli uguali per altri astronauti e anche per altri scopi. Vivere sulla Luna non sarà più impossibile».   


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4 aprile 2026