di
Marco Bonarrigo

Dopo aver vinto per la prima volta la Milano Sanremo, Tadej si prende anche la seconda classica monumento dell’anno

Per una volta è sembrato quasi umano: lungo gli ultimi tre muri della Ronde «batteva» di spalle e sul viso non riusciva a nascondere fatica e dolore che per lui sono rarissimi. Quasi umano non vuole dire battibile: Tadej Pogacar ha vinto per la terza volta il Giro delle Fiandre (raggiungendo gli altri otto fenomeni che hanno compiuto l’impresa) e soprattutto ha centrato l’accoppiata con la Milano-Sanremo, che nella stessa stagione era riuscita solo a Eddy Merckx.

UAE Team Emirates' Slovenian rider Tadej Pogacar and Red Bull-BORA-hansgrohe's Belgian rider Remco Evenepoel cycle in the men's race of the 'Ronde van Vlaanderen/ Tour des Flandres/ Tour of Flanders' UCI WorldTour one day cycling race, 278 km from...

C’è riuscito dopo 278 chilometri tirati alla morte e al termine di una lotta senza quartiere con quattro uomini che hanno fatto la storia delle corse in linea negli ultimi dieci anni: Mathieu Van Der Poel, secondo al traguardo a 34” e ultimo a cedere (di schianto) sul vecchio Kwaremont, ma salito per la settima volta sul podio, il debuttante Remco Evenepoel che si è piazzato terzo lottando come un leone e i bravissimi Wout Van Aert, quarto, e Mads Pedersen, quinto.



















































Un Fiandre meraviglioso giocato, come succede ormai sempre nell’Era Pogacar, senza nessuno dei tatticismi tipici della leggendaria corsa fiamminga. Una prova di brutale violenza dove il ritmo fatto prima dalla Uae Emirates e poi dallo stesso capitano Pogacar ha brutalmente sbriciolato quello che restava del gruppo, già spezzato a metà gara. Se Pogi alla Sanremo ci aveva esaltato in volata, qui ha linearmente e progressivamente messo al tappeto tutti i concorrenti.

A questo punto per il Marziano sloveno (che ha vinto le uniche tre corse cui ha partecipato in questa stagione, includendo l’impresa della Strade Bianche) si apre la sfida delle sfide, quella di vincere la Parigi-Roubaix domenica 12 aprile. Pogacar si presenterà alla partenza per la seconda volta dopo il secondo posto dello scorso anno, quando cadde nel finale e lasciò il successo a Van der Poel. La Roubaix è l’ultimo «monumento» che manca al Fenomeno per completare un pokerissimo riuscito soltanto a tre belgi: Eddy Merckx, Roger De Vlaeminck e Rik Van Looy. Salito con il Fiandre a 12 «monumenti», Tadej supera De Vlaeminck e si mette in scia a Merckx, in testa alla graduatoria a quota diciannove. Il progetto di Pogi va oltre: prendersele tutte e cinque nella stessa stagione, impresa mai riuscita a nessuno.

«È stata una corsa pazza, non so davvero come commentarla e a dire il vero nemmeno ricordo i dettagli – ha detto a caldo Pogacar – il bello è stato che davanti ci siamo dati tutti una mano. Io e Van Der Poel abbiamo fatto di tutto per non far rientrare Evenepoel che ci inseguiva, perché Remco era troppo pericoloso per giocarsela con noi nel finale. Dopo questa giornata, arriverò alla Roubaix motivatissimo».

5 aprile 2026 ( modifica il 5 aprile 2026 | 17:05)