Turismo ai minimi, un viaggio che richiede adattamento
La complessità non è solo una percezione, è la realtà quotidiana con cui devono confrontarsi operatori e viaggiatori. «La situazione turistica in questo momento è, purtroppo, piuttosto complessa, racconta Francisco Jose, direttore di MiCuba Travel, agenzia cubana che fa parte del network Evaneos. Il Paese sta affrontando sfide importanti, in particolare per quanto riguarda la carenza di elettricità e la disponibilità limitata di carburante. Questi problemi esistono da anni, ma negli ultimi mesi sono peggiorati sensibilmente».
Il turismo esiste ancora, ma è ridotto ai minimi e richiede un continuo lavoro di adattamento. «Dal punto di vista operativo, il modo in cui organizziamo i viaggi non è cambiato nella struttura, ma dobbiamo fare aggiustamenti costanti. A volte sugli alloggi, altre sulle escursioni o sui trasferimenti» spiega Jose.
Vita quotidiana: tra blackout, carburante e scarsità
Le difficoltà che incontrano i viaggiatori sono le stesse che affrontano ogni giorno i cubani. «Ci sono diversi aspetti pratici di cui bisogna essere consapevoli: interruzioni di corrente, carenza di carburante, limitazioni nelle forniture», spiega Jose. La corrente elettrica può mancare per ore, incidendo sulla vita domestica, sul lavoro, sulla conservazione del cibo. Il carburante è razionato, e questo rende complicati gli spostamenti, non solo per i turisti ma soprattutto per chi vive sull’isola.
In questo contesto, il sistema turistico cerca di reggere. «Le casas particulares funzionano relativamente bene: molte hanno investito in piccoli generatori per garantire elettricità e ventilazione». Gli hotel restano operativi, spesso grazie a generatori più potenti, ma anche qui con compromessi. «Il Ministero del Turismo ha concentrato le operazioni chiudendo temporaneamente alcune strutture, per mantenere standard adeguati in quelle aperte».
Chi sono i viaggiatori di oggi
Chi decide di partire lo fa con una consapevolezza diversa: «I viaggiatori oggi sono informati prima dell’arrivo – continua Jose –. Spieghiamo chiaramente la situazione, così possono arrivare preparati e con le giuste aspettative. E quelli che scelgono di venire tendono a essere comprensivi e aperti».
Non è più il turismo di massa di qualche anno fa. È un turismo più ridotto, più europeo — con presenze soprattutto da Francia e Paesi Bassi — e disposto ad accettare una certa dose di incertezza.