di
Marco Persico

L’alert, diffuso tramite WhatsApp all’Associazione giovani avvocati Agifor, da ​Alessandro Graziani, figura storica dell’ambiente forense e da circa un anno presidente dell’Ordine di Roma

Un «avviso urgente» che da qualche ora circola sui telefonini degli avvocati italiani segnala «anomalie nella consultazione dell’albo del Consiglio nazionale forense», la grande anagrafe pubblica della professione. Problemi informatici emersi nella notte appena trascorsa: i nominativi di numerosi iscritti sarebbero scomparsi o risultano improvvisamente non più consultabili.

A firmare la comunicazione, nella mattina di Pasquetta, è Alessandro Graziani, figura storica dell’ambiente forense e da circa un anno presidente dell’Ordine di Roma. Il messaggio, diffuso tramite WhatsApp all’Associazione giovani avvocati Agifor, è breve, prudente nei toni. Graziani si scusa per il disturbo in un giorno festivo e precisa di intervenire «senza intenti allarmistici», ma descrive una situazione anomala: «A partire da mezzanotte e quaranta risultano anomalie nella consultazione dell’albo unico del Consiglio nazionale forense, con apparente indisponibilità o cancellazione progressiva di numerosi nominativi di avvocati italiani, mentre risultano ancora visibili iscritti afferenti ad alcuni Ordini territoriali».



















































Che cosa sia accaduto non è ancora chiaro. Nella stessa comunicazione vengono elencate le possibili cause: aggiornamenti tecnici, malfunzionamenti oppure — ipotesi che resta sullo sfondo — un attacco informatico. Intanto, però, gli effetti si fanno sentire. Tra le conseguenze indirette vengono segnalate notifiche di cancellazione dalla piattaforma ConciliaWeb, utilizzata per la gestione delle controversie legali. Un segnale che l’anomalia potrebbe non riguardare solo la consultazione dell’albo, ma sistemi collegati.

Gli ordini regionali degli avvocati hanno avviato verifiche in attesa di chiarimenti ufficiali.

6 aprile 2026 ( modifica il 6 aprile 2026 | 14:18)