Dopo lo strike del 18 marzo, dunque, Israele è tornata a colpire. Le forze armate calcolano che i colpi inferti all’area di South Pars, insieme a quelli dei raid di sabato scorso sugli impianti di Mahshahr, più a nord, abbiano messo “fuori servizio” gli stabilimenti da cui proviene l’85% delle esportazioni petrolchimiche iraniane. “Si tratta di un colpo pesante, per un valore di decine di miliardi di dollari, per il regime iraniano”, ha rivendicato il ministro della Difesa Israel Katz.