La massima distanza dalla terra sarà raggiunta nella notte tra il 6 e il 7 aprile. Gli astronauti perderanno le comunicazioni con la Terra quando gireranno attorno al satellite. Saranno gli esseri umani che hanno viaggiato più lontano nello spazio

Nel momento più importante della missione Artemis 2 qui in Italia sarà appena passata la mezzanotte tra il 6 e il 7 aprile. In quelle sei ore gli astronauti a bordo della navicella Orion diventeranno gli esseri umani che più si sono allontanati dalla Terra. Il cosiddetto «flyby» lunare, la circumnavigazione del satellite, se lo godranno loro per intero. Noi, qui al suolo, perderemo invece almeno 40 minuti del viaggio. Quando la Luna nasconderà la capsula dal nostro pianeta sarà impossibile comunicare con l’equipaggio. Un blackout previsto, ma che farà comunque trattenere il respiro a tutti gli ingegneri del controllo missione e a tutti noi, che seguiremo l’impresa del comandante Reid Wiseman, del pilota Victor Glover, della specialista di missione Christina Koch e del canadese Jeremy Hansen. 

Verso la Luna

Orion è già entrata nella sfera di influenza gravitazionale della Luna poco dopo le 6.30 del mattino italiane di oggi, 6 aprile. Si sta avvicinando pian piano al satellite, fino ad arrivare a sfiorarlo. Artemis 2 è una missione importante per le successive fasi che riporteranno l’uomo a camminare sulla Luna. Saranno loro a testare tutte le apparecchiature, così come a recuperare dati e informazioni sulla superficie lunare che mai occhio umano ha potuto scorgere in modo così diretto. Hanno già corretto manualmente la traiettoria di Orion e ora la configurazione della rotta punta in modo preciso verso la Luna. Nel momento in cui scriviamo, la navicella si trova a poco più di 50mila chilometri dalla destinazione.



















































Mai così lontano

Il primo record verrà raggiunto dall’equipaggio di Artemis 2 verso le 8.00 della sera italiana, quando diventeranno gli esseri umani che più si sono allontanati dalla Terra. Battendo il precedente dell’Apollo 13 nel 1970 durante il suo ritorno di emergenza sul nostro pianeta. Il viaggio proseguirà poi come nella simulazione pubblicata dalla Nasa, verso il lato più oscuro della Luna: «L’angolo di illuminazione della Luna da parte del Sole cambierà nel corso del periodo in base alle posizioni mutevoli del Sole, della Luna e della sonda spaziale, rivelando sia i familiari rilievi del lato visibile che porzioni del lato nascosto non visibili dalla Terra. Questa visualizzazione include l’alba e il tramonto terrestri e un’eclissi solare, che sarà visibile all’equipaggio alla fine della finestra di sorvolo», scrivono.

Gli obiettivi

La lista di tutti gli obiettivi da monitorare durante il «flyby» lunare è stata confermata dal controllo missione a terra domenica 5 aprile. Gli astronauti hanno un totale di 30 punti da osservare, tra cui il «Bacino Orientale», un cratere che sta a cavallo tra il lato visibile e non visibile della Luna e che risale a 3,8 miliardi di anni fa, causato dalla collissione con un corpo celeste le cui tracce si notano ancora. L’occhio umano – e non quello artificiale di una sonda – potrà osservarne questa volta le caratteristiche da vicino. C’è poi il «Bacino di Hertzsprung», un po’ più a nord-ovest. Qui siamo a tutti gli effetti nel «dark side of the moon». É il bacino più antico e la sua forma è stata alterata da impatti successivi. Gli astronauti potranno conquistare un altro record stanotte: sorvoleranno la Luna nel punto più vicino poco dopo l’una del mattino, a circa 6.500 chiometri dalla superficie. Ma ci potranno raccontare com’è andata solo più tardi. Perché in quel momento non sarà possibile per loro comunicare con la Terra.

Artemis 2, tutte le tappe del «flyby» lunare, il giro attorno alla Luna. I crateri osservati e quel blackout di 40 minuti

Il blackout di 40 minuti

Da poco prima della nostra una di notte fino all’1.25 circa del 7 aprile Orion interromperà le comunicazioni con il controllo missione. Questo perché gli astronauti si troveranno dietro la Luna. Quaranta minuti di blackout nel momento forse più emozionante di tutta la missione. Che, tirato un sospiro di sollievo, sentiremo raccontare dall’equipaggio appena dopo aver goduto dell’alba terrestre. Il nostro pianeta che rispunta dalla superficie lunare.

La tabella di marcia

Di seguito gli orari italiani dei momenti più importanti del «flyby» lunare
19.56 – Gli astronauti diventano gli esseri umani che più si sono allontanati dalla Terra
20.45 – Inizio dell’osservazione della superficie lunare
00.47 – Inizio blackout
1.02 – Massima vicinanza con la superficie lunare e massima distanza dalla Terra
1.25 – Ritorno delle comunicazioni
3.20 – Conclusione delle osservazioni della superficie lunare

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6 aprile 2026 ( modifica il 6 aprile 2026 | 19:52)