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La campionessa Anna Danesi: «La squadra è una magia dove si vince e si perde insieme». Oggi con Buone Notizie
VVolley

La campionessa Anna Danesi: «La squadra è una magia dove si vince e si perde insieme». Oggi con Buone Notizie

  • 7 Aprile 2026

di
Rosella Redaelli

La capitana della Nazionale di volley racconta l’importanza del gruppo. «La fiducia è fondamentale, come ci ha insegnato il nostro coach Velasco»

Per raccontare la squadra di volley femminile di cui è capitana dal 2024, Anna Danesi si ispira alla sua lettura preferita: Harry Potter. «La nostra Harry Potter – racconta mentre è a passeggio nel parco con il suo dalmata Pongo – è Paola Egonu: talento innato, a tratti soprannaturale, con la vittoria scritta nel destino. Hermione Granger è Alessia Orro, la ragazza che conosce ogni schema, Myriam Sylla ha invece l’energia e un pizzico di pazzia come Ron Weasley, Moki De Gennaro è Ginny Weasley, un personaggio partito alle retrovie, come i liberi che si muovono sempre in seconda linea». Lei si vede invece come la professoressa Minerva McGranitt: «Sembra austera, ma se sta in disparte non è per snobismo, ma per umiltà, timidezza, poca voglia di apparire». In una squadra di personalità forti e diverse il mago che tiene tutte insieme è l’allenatore Julio Velasco che naturalmente Anna vede come il saggio Albus Silente: «Ha avuto a disposizione poco tempo per aiutarci a fare un salto di livello con calma assoluta, come se fosse la cosa più semplice del mondo e ci è riuscito». 

Della magia del gioco di squadra, Anna Danesi parlerà durante Milano Civil Week (7-10 maggio), promossa da Corriere della Sera con Buone Notizie, Comune di Milano e i Forum Terzo settore dell’area metropolitana in collaborazione con il Centro servizi volontariato meneghino. Il tema di questa ottava edizione è «Insieme. La società della fiducia». Nello sport “Insieme” e “fiducia” sono due parole chiave e la storia di Anna e delle sue compagne ci racconta che insieme si vince (e si perde), ma quello che non deve mancare mai è la fiducia nelle proprie capacità. «Spesso il nemico più insidioso – dice – è dentro di noi. Noi siamo un gruppo di ragazze diversissime, con personalità variegate: però come nelle favole più belle c’è qualcosa che ci ha permesso di essere squadra, di superare gli anni difficili in cui nessuno credeva in noi e di arrivare a vincere l’oro alle Olimpiadi e il Mondiale lo scorso anno». 



















































In nazionale dal 2011, Anna ha vissuto anche gli anni bui in cui è stato più difficile continuare ad avere fiducia in se stesse e nel proprio lavoro: «Abbiamo avuto un 2023 disastroso, nessuno credeva nel nostro gruppo. Ho imparato negli anni a non farmi influenzare dalle critiche e devo insegnare questa tecnica zen anche ai miei genitori che invece ancora ci restano male». La svolta ha coinciso con l’arrivo di Julio Velasco che l’ha scelta come capitano: «Ricordo ancora il panico – ricorda – quando ho visto il suo numero sul mio cellulare. Mi ha chiesto di diventare capitano e sono rimasta senza parole: mi ha lasciato del tempo per riflettere, ma alla fine entrambi sapevamo che la decisione non poteva che essere un sì. Ho poi saputo che mi ha scelto per il mio equilibrio e mi ha fatto molto piacere». L’equilibrio è rappresentato dal suo numero di maglia, quell’11 da cui non si separa mai, come undici sono i capitoli del libro Un sogno d’oro (Sperling & Kupfer) che ha scritto per ripercorrere la sua storia, da quando a 5 anni a Roncadelle, nel Bresciano, tirava pallonate assieme alla sorella Federica ed era l’incubo di ogni cespuglio di rose, fino all’oro olimpico (ma dovrebbe aggiungere il capitolo sulla vittoria mondiale in Thailandia). 

L’equilibrio e la pacatezza le servono per stemperare i momenti di tensione tenendo presente le parole di mister Velasco: «Non dovete essere amiche, ma dovete lavorare insieme per essere una squadra». Una regola che applica anche nello spogliatoio della Numia Vero Volley, la squadra di Monza, capitanata da Paola Egonu che proprio il prossimo 11 aprile si gioca la finale scudetto. «Anche in questo caso – racconta – siamo partite in sordina: c’è chi ci descriveva meno forti dello scorso anno, invece abbiamo vinto la Supercoppa e possiamo giocarcela contro il Conegliano».
Della Numia Vero Volley ama raccontare l’impegno sociale: «È una realtà inclusiva – dice – e molto attenta ai giovani. Abbiamo squadre di ragazzi con disabilità che si allenano accanto a noi, il Consorzio promuove lo sport come strumento educativo». 

Anche Danesi è attenta al sociale ed è Ambassador della Fondazione Morandi che si sta impegnando per realizzare nel parco di Monza un hospice pediatrico in quella che è stata la sede Rai progettata da Gio Ponti. Inoltre, sostiene l’associazione “Let’s keep the ball fly” che promuove la pallavolo tra i bambini e i ragazzi in Tanzania: «Ho adottato una squadra – racconta – che porta il mio nome. Mi hanno mandato una loro foto con le maglie con scritto “Anna Danesi”, è stata una bella emozione. Li aiuto mandando loro scarpe, ginocchiere, maglie. Non vedo l’ora di andarli a trovare, ma dovrò attendere la fine della carriera perché adesso con l’agenda fitta che abbiamo è difficile fare programmi».
È anche difficile parlare di “fiducia” in questi momenti di guerre e tensioni e Anna ricorda il suo ingresso nel villaggio olimpico di Parigi come metafora del messaggio per cui che un mondo diverso è possibile: «Quando sono arrivata – riassume – ho visto la pace nel mondo e il mondo in pace. È così che dovrebbe essere, ma il mondo è ben più vasto del nostro villaggio. Quello che manca ai nostri giorni è il dialogo. Noi lo vediamo di persona negli spogliatoi: a volte nascono screzi e tensioni che un dialogo aperto riesce a superare. Quindi vorrei che ci fosse più dialogo a livello internazionale, perché il linguaggio delle bombe colpisce vittime innocenti». 

Resta però in lei, nonostante tutto, lo sguardo ottimista di una giovane donna di 30 anni che sul suo futuro ha le idee chiare: «Vorrei giocare la mia quarta Olimpiade a Los Angeles e chiudere la carriera in Nazionale nel 2028. Anche Velasco ha annunciato che lascerà tra due anni e così chiuderemo insieme un cerchio perfetto». Poi ci sarà il tempo della famiglia che sta già costruendo insieme con il fidanzato Davide. E vorrebbe insegnare Scienze motorie mettendo a frutto una delle sue lauree (l’altra è in Scienze della nutrizione). La professoressa Mc Grenitt è proprio nel destino di questa ragazza d’oro.

7 aprile 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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