di
Enrica Roddolo

Il re emerito in esilio volontario dall’agosto 2020 è atterrato da Ginevra dove aveva trascorso la vigilia di festa. Un mese fa l’apertura della Zarzuela: «Può tornare»

El Rey è tornato. E’ tornato la domenica di Pasqua a Siviglia, per trascorrere la giornata con i nipoti e la figlia l’Infanta Elena. E a Siviglia, dove ha seguito la «corrida del giorno della Resurrezione», uno degli appuntamenti storici per la città, l’accoglienza è stata buona. Anzi, per il re si è levato un coro di «Viva a Don Juan Carlos». Prove tecniche di riavvicinamento a Madrid, per il sovrano emerito che vive in esilio volontario dall’agosto 2020 dopo scandali sentimentali e finanziari. 

Due mesi fa, la declassificazione dei documenti sul 23-F, come è conosciuto in Spagna il golpe tentato del 23 febbraio del 1981 quando il colonnello Tejero provò a scalzare con un colpo di stato Juan Carlos dal trono il Re parlò agli spagnoli dal piccolo schermo tv e scongiurò gli effetti del golpe. E le carte han confermato quanto in realtà era chiaro che re Juan Carlos in quel 1981 difese la democrazia in Spagna. Ed ha aperto la porta al rientro del re in esilio. 



















































Dopo oltre 5 anni la Zarzuela, il palazzo reale, pone così solo una condizione al re per il suo rientro: «che recuperi la residenza fiscale in Spagna». «Per salvaguardare la sua immagine da critiche e speculazioni e per preservare la Corona come istituzione», come hanno detto fonti del palazzo a El Mundo. Ma quel che più conta a questo punto è che adesso non c’è più un veto al rientro in Patria del re emerito ormai come ribadisce la famiglia reale «spetta a lui decidere». 

La sua salute preoccupa per il deterioramento degli ultimi mesi, e soprattutto la situazione del Golfo dove il re ora risiede ad Abu Dhabi, anzi su una piccola isola negli Emirati, è diventata incandescente con le ricadute della guerra in Iran (tant’è che per la situazione geopolitica complessa il re aveva rinunciato un mese fa alla trasferta a Sanxenxo per le regate). E nessun vorrebbe che accadesse qualcosa al re emerito, lontano da casa. 

Ecco spiegate dunque le prove tecniche di riavvicinamento a Madrid. Con il re che ieri è atterrato su suolo spagnolo a mezzogiorno su un volo Vistajet in arrivo da Ginevra in Svizzera dove Juan Carlos ha trascorso la settimana di Pasqua. E l’accoglienza alla corrida è stata una sorpresa, per lui si sono levati cori «Viva a Don Juan Carlos». Accoglienza insomma positiva, per la soddisfazione evidente della figlia Elena che lo accompagnava. 

Nel novembre scorso, Juan Carlos era stato il grande assente proprio per l’esilio emiratino, della solenne celebrazione a Madrid del mezzo secolo dalla Transicion, il passaggio dalla dittatura di Franco alla monarchia costituzionale nel 1975, Quando re Felipe aveva decorato l’ex presidente del governo Felipe González, oltre a giuristi come Miquel Roca e Miguel Herrero assieme a Rodríguez de Miñón, i padri nobili della Costituzione della Spagna democratica di oggi. La scelta di tenere lontano re Juan Carlos era fondata anche sulla pubblicazione delle sue memorie in Francia, il libro «Reconciliaciòn», dai grandi festeggiamenti a Madrid. Anche se in ultima analisi la scelta pare sia stata lasciata proprio a re Felipe che, come ha fatto in questi anni, ha prudentemente preferito separare nettamente l’istituzione dalla famiglia. E con la famiglia, dalle sue debolezze. 

Il re emerito, da Abu Dhabi aveva parlato per mezzo di Carlos Espinosa de los Monteros, che al Real Casino di Madrid, alla presenza della figlia del re, la Infanta Elena fedelissima del padre (i nipoti anche nell’esilio ad Abu Dhabi sono stati sempre molto presenti nella vita di Juan Carlos), aveva letto un messaggio del sovrano protagonista della transizione verso la democrazia, 50 anni fa. In quell’occasione il re aveva chiesto per il figlio Felipe  «lo stesso appoggio assicuratomi 50 anni fa nella difficile transizione per convertire la Spagna in una democrazia parlamentare». 

6 aprile 2026 ( modifica il 6 aprile 2026 | 00:13)