di
Simone Canettieri

Giovedì in Parlamento. E Salvini insiste: apriamo al gas russo

L’assillo per la crisi energetica che morde in uno scenario geopolitico sempre più incerto (vedi Donald Trump), il discorso da chiudere in vista dell’informativa in Parlamento di giovedì e sullo sfondo la sicurezza. Con questi appunti mentali Giorgia Meloni ritorna a Palazzo Chigi. Dopo il blitz prepasquale nei Paesi del Golfo, la premier ha «staccato» due giorni, lontana dalla Capitale. Con lei, fra gli altri, la sorella Arianna, numero due di Fratelli d’Italia. Nella comitiva anche il ministro Francesco Lollobrigida, ex compagno della dirigente di Via della Scrofa.

Meloni è preoccupata per la durata delle scorte di gas e petrolio. E non lo nasconde. Aprile rischia di essere un mese «fatale». Oggi il Comitato tecnico sul gas, riunito al ministero dell’Ambiente, farà il punto sulla situazione attuale e sull’immediato futuro. Poi spetterà al ministro Gilberto Pichetto Fratin confrontarsi con la presidenza del Consiglio (nel fine settimana non lo ha fatto, pare). Sul tavolo, come si sa, c’è l’ipotesi «razionamento». Che passa dallo smart working «spinto» per i dipendenti degli uffici pubblici fino alla circolazione a targhe alterne per le auto.



















































Palazzo Chigi aspetta: frena le decisioni, cerca sponde in Europa, insomma si cerca di evitare ulteriore allarmismo. Tuttavia l’incertezza sulla durata del conflitto in Iran, e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, rende tutto «molto precario». Nel governo si ragiona da qui a un mese con «ansia», e si guarda all’estate, per via dell’uso dei condizionatori, con «forte apprensione». Lo stop ai voli dell’aeroporto di Brindisi e le limitazioni in quelli di Pescara e Reggio Calabria restituiscono «un senso di angosciante consapevolezza» all’esecutivo. Ecco perché giovedì in Aula Meloni è pronta ad appellarsi anche al senso di responsabilità delle opposizioni in questa fase. L’informativa — nata per fare il punto dopo il ko referendario e i cambi che hanno scosso la squadra di governo — è destinata a prendere un’altra piega. In attesa di un piano d’emergenza Matteo Salvini, leader della Lega, continua a ribadire l’esigenza di «valutare le forniture di petrolio e gas dalla Russia». Proposta, non nuova per il vicepremier, che trova il muro di Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Sul fronte sicurezza, invece, già oggi (o al massimo domani) è in programma una riunione a Palazzo Chigi con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Per il titolare del Viminale è un modo per stringere sui provvedimenti in conversione alle Camere (il dl Sicurezza e tre ddl: assunzioni nelle forze dell’ordine, immigrazione e polizia municipale). Con la latente speranza di lasciarsi alle spalle la vicenda sollevata dalla giornalista Claudia Conte.

Ancora: sul fronte interno domani è atteso al ministero del Turismo il passaggio di consegne fra Daniela Santanchè e il suo successore Gianmarco Mazzi, che oggi si insedia ufficialmente. La «pitonessa» di FdI, smaltita la rabbia per le dimissioni impostele, giovedì potrebbe sedere fra i banchi di Palazzo Madama per ascoltare il discorso di Meloni. Santanchè, come anticipato dal Corriere, da senatrice semplice è stata dirottata in commissione Esteri. Così come, alla Camera, è accaduto ad Andrea Delmastro, ormai ex sottosegretario alla Giustizia, travolto dalla storia del ristorante in società per un periodo con la figlia diciottenne di Mauro Caroccia, poi condannato per mafia. A Delmastro i vertici del partito di Meloni hanno «consigliato» per giovedì di non presentarsi alla Camera e prendersi ancora qualche giorno di relax. Tutti questi dettagli, per quanto siano fastidiosi, per Meloni restano rumori di fondo davanti all’emergenza energia da cui dipende la salute e il consenso del suo governo.


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6 aprile 2026