Rovigo, 5 aprile 2026 – Sabato, a Rovigo, a Palazzo Roncale, Vittorio Sgarbi ha visitato la mostra dedicata allo scrittore e amico Gian Antonio Cibotto, poeta del Delta del Po.
Vittorio Sgarbi e Toni Cibotto si conobbero alla fine degli anni ‘70, quando il critico d’arte era sovrintendente a Venezia. Hanno collaborato a diverse mostre e iniziative, e anche a un’opera fondamentale, L’inventario dei beni artistici e storici del Polesine, poi pubblicato da Marsilio nel 1988.
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Vittorio Sgarbi alla mostra, a destra una foto di Gian Antonio Cibotto
Recentemente, alla ripubblicazione presso la Nave di Teseo, di Cronache dell’alluvione, Vittorio Sgarbi ha scritto nella prefazione: “Un libro corale e insostituibile, universale e confidente nella umanità dolente, in Polesine come in ogni parte del mondo dove l’uomo è inseguito dalla violenza, e perde tutto, ma resiste e si rialza con l’aiuto degli uomini nelle stesse difficoltà. Così queste cronache si fanno storia dell’uomo e del suo destino”.
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Al seggio con la sindaca a San Severino Marche
Si tratta della più recente uscita pubblica di Vittorio Sgarbi. Con la stessa sciarpa rossa era apparso lo scorso 22 marzo in occasione del referendum, al seggio numero 13 della scuola di San Severino Marche.

Vittorio Sgarbi assieme alla sindaca di San Severino Marche, Rosa Piermattei
“Come ai vecchi tempi abbiamo cenato con piatti dominati dall’immancabile ciauscolo”, aveva commentato Sgarbi, celebrando l’eccellenza enogastronomica del territorio che lo ha visto primo cittadino oltre trent’anni fa ma dove ha lasciato un profondo segno.
Vittorio Sgarbi e la mostra dedicata ad Andy Warhol
A metà marzo, Vittorio Sgarbi non era voluto mancare a Ferrara, all’inaugurazione della mostra al palazzo dei Diamanti dedicata ad Andy Warhol, con lo sguardo appassionato mentre è immerso nel mondo dell’arte.
Le sue foto e video, postate sul suo profilo Instagram, avevano subito suscitato l’affetto dei fan.

Vittorio Sgarbi a Ferrara per la mostra di Andy Warhol (foto Instagram)
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“La sua voce, spesso controcorrente, è sempre stata guidata da una passione autentica per l’arte, la bellezza e la cultura – aveva scritto uno dei suoi estimatori, Francesco – Uomo di straordinaria erudizione e di arguta intelligenza, ha saputo accendere dibattiti, difendere il patrimonio artistico e ricordarci che la cultura non è mai silenzio, ma confronto vivo e ardente. Figure come la sua, nel bene e nel dissenso che talvolta suscitano, restano segni forti del nostro tempo: menti libere che non temono di pensare, di dire, di difendere ciò che amano”.

