di
Paola De Carolis
Il rapper americano ha ripetutamente espresso opinioni antisemite e non si esibisce nel Regno Unito dal 2015. Pepsi e Diageo, due società che erano tra gli sponsor più prestigiosi del festival, hanno ritirato il loro appoggio
LONDRA Crescono le polemiche attorno al Wireless Festival, in cartellone a luglio al Finsbury Park di Londra, dove l’ospite d’onore è Kanye West, rapper statunitense che oggi si fa chiamare Ye e che ha ripetutamente espresso opinioni antisemite. Il primo ministro Keir Starmer ha definito la decisione degli organizzatori «estremamente preoccupante», mentre la deputata laburista Rachel Maskell e il leader dei liberal democratici Ed Davey hanno chiesto pubblicamente che al musicista venga negato il visto per il Regno Unito.
«L’antisemitismo – ha sottolineato il premier – è ripugnante in tutte le sue forme e deve essere contrastato in modo chiaro e deciso ogni volta che si presenta. Ognuno di noi ha la responsabilità di assicurarsi che la Gran Bretagna sia un Paese dove le persone di fede ebraica possano sentirsi al sicuro». Pepsi e Diageo, due società che erano tra gli sponsor più prestigiosi del festival, hanno ritirato il loro appoggio mentre l’associazione Campaign Against Antisemitism ha affidato ai social il suo sconcerto, auspicando un intervento del governo: «Il primo ministro ha ragione a condannare la decisione di ingaggiare un musicista che meno di un anno fa ha scritto un brano intitolato “Heil Hitler” ma il premier non è un osservatore. Il governo può vietare in questo paese l’ingresso a uno straniero la cui presenza sarebbe contraria al “bene pubblico”. Crediamo che questo sia un caso chiaro».
A gennaio West si era scusato per commenti antisemiti, sottolineando di essere affetto da disturbi bipolari, ma aveva prodotto magliette con i simboli del nazismo e, malato o meno, continua a riscuotere grande successo negli Usa, dove il suo album più recente, Bully, ha debuttato al secondo posto nelle classifiche, su Spotify e in tanti Paesi del mondo, Regno Unito incluso. È emerso che prima di decidere di esibirsi a Finsbury Park, il rapper aveva cercato di prenotare lo stadio del Tottenham Hotspur, nel nord di Londra, dove però era stato respinto proprio per rispetto, stando alla stampa britannica, dei legami tra la popolazione ebraica della zona e l’impianto.
Come nel resto d’Europa, aumentano nel Regno Unito casi violenti di antisemitismo. Il mese scorso sono state bruciate a Londra quattro ambulanze di un’associazione di volontari ebraici mentre l’anno scorso a Manchester erano morte due persone nell’attacco a una sinagoga proprio nel giorno sacro di Yom Kippur. Per la leader dei conservatori Kemi Badenoch, «bisogna fare i possibile per evitare l’aumento dell’odio verso la popolazione ebraica». Nigel Farage, leader del partito di estrema destra Reform, ha precisato che non comprerebbe un biglietto per il festival. West è stato bandito recentemente dall’Australia e non si esibisce nel Regno Unito dal 2015. L’anno scorso aveva fatto scandalo l’esibizione al festival di Glastonbury del gruppo Bob Vylan con canti che invocavano la morte dell’esercito israeliano. Si ripresenta ora per il governo Starmer la questione del difficile equilibrio tra libertà d’espressione, imparzialità, rispetto e difesa delle comunità.
6 aprile 2026
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