La situazione instabile del Medio Oriente incide sulle prospettive sportive: in molti, tra quelli in Arabia Saudita, in Qatar o negli Emirati, puntano in maniera più o meno esplicita a un ritorno in Europa
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7 aprile – 13:02 – MILANO
La grande abbuffata è finita, e ora voltano le spalle alla tragedia della guerra. Vogliono tornare e mandano segnali eloquenti. In soli tre anni il mondo del calcio è cambiato: l’attrazione del Golfo è evaporata. Così grandi firme come quelle di Roberto Mancini o Simone Inzaghi tornano nei radar della Serie A. Certo, le implicazioni del conflitto in Iran sono sotto gli occhi di tutti. Il Medio Oriente non è più un’oasi dorata, ma incidono anche le difficoltà ambientali di chi era abituato agli agi e ritmi in campo del calcio europeo. Tuttavia, nessuno vuole perderci o (al massimo) è disposto a limare i propri guadagni. Eppure gli stipendi principeschi ottenuti a quelle latitudini non permettono trattative lineari. È fatale, allora, iniziare per tempo una campagna di logoramento per convincere gli attuali detentori dei loro cartellini a regalare facilitazioni significative.
mancini e inzaghi—
Per quel che riguarda Mancini è chiara la sua voglia di tornare in azzurro, tant’è vero che la candidatura è emersa in maniera esplicita per il dopo-Gattuso. Eppure il tecnico di Jesi deve fare i conti con quell’addio avvenuto notte tempo che ha aperto ferite ancora non rimarginate. E dire che lui accetterebbe il vecchio stipendio di circa 3 milioni, rinunciando agli attuali 6 che gli vengono garantiti in Qatar dopo la scorpacciata con la nazionale saudita da 25 milioni annui. Non basta la sua professione di modestia per smuovere le acque al momento. Si vedrà. Sorte simile tocca anche a Simone Inzaghi, ad un certo punto sull’orlo del licenziamento in Arabia Saudita. Anche lui tornerebbe volentieri, ma è un desiderio ora come ora inattuabile.

diaby, kessie, retegui—
Tra i giocatori, invece, merita attenzione l’esterno francese Moussa Diaby, rivelatosi a Crotone nel 2018, ora all’Al Ittihad in Arabia Saudita. A gennaio l’Inter ci ha provato seriamente, offrendo 30 milioni con un’operazione pluriennale. Invece in fondo Pif chiedeva un pagamento in un anno dopo aver speso 60 milioni per averlo dall’Aston Villa. Poi, il brusco stop per la contemporanea ribellione di Benzema (passato all’Al Hilal) e la conseguente chiusura ad altre cessioni. Diaby in questi mesi ha giocato poco ed è chiara la sua voglia di vestire la maglia nerazzurra. Ausilio ci sta lavorando per l’estate e molti segnali fanno capire che il prezzo può scendere, anche perché il rapporto del giocatore con il suo attuale club è davvero ai minimi storici. Chi invece si candida a parametro zero è una vecchia conoscenza del Milan, Franck Kessié. Scappato al Barcellona nel 2022 a costo zero, ha visto crescere velocemente i suoi guadagni: dai circa 3 milioni annui con i rossoneri, è passato poi ai 6,5 con i catalani fino ad arrivare ai 16 arabi. Ora è disposto a fare considerevoli sconti, tant’è vero che è entrato nelle traiettorie della Juventus, oltre che di altre società europee. È un giro d’orizzonti appena avviato, ma è chiaro che può diventare a breve un boccone per chi cerca un usato sicuro. È simile la vicenda di Mateo Retegui, emigrato in Arabia la scorsa estate dopo la brillante stagione all’Atalanta da capocannoniere. La maglia azzurra non gli sta regalando soddisfazioni, ma i suoi rappresentanti di recente hanno fatto un tour italiano per testare la disponibilità di Milan e Juventus. Gli approcci non sono stati incoraggianti, visto che il suo stipendio da 16 milioni netti difficilmente può essere aggredito.

theo, koulibaly e gli altri—
Al contrario di altri suoi colleghi, Theo Hernández ha lasciato il Milan controvoglia. Bene, si è consolato con un mega stipendio all’Al Hilal, eppure la voglia di ritrovare il nostro calcio lo accompagna in questi mesi difficili. Se è per questo, anche l’ex Napoli Kalidou Koulibaly gradirebbe un ritorno alla base, ma anche per lui è difficile trovare udienza: anche perché l’età (34) non lo aiuta. Chi li conosce bene, giura che anche Luis Alberto, Milinkovic-Savic e Brozovic prenderebbero al volo il charter della nostalgia. A metà strada c’è Mario Balotelli, accordatosi da poco con l’Al Ittifaq, squadra in seconda serie a Dubai. Un infortunio (per caso) gli ha evitato i giorni caldi dei missili e dei droni iraniani, ma ora è tornato negli Emirati Arabi. Come tutti vive alla giornata, anche se un paracadute contrattuale gli permette di avere una sponda al Chievo, società con lo stesso proprietario: Pietro Laterza. A prescindere dalle vicende calcistiche è evidente che tutti si augurano una luce di speranza in Medio Oriente. Con la fine delle ostilità nel più breve tempo possibile. In parallelo, però, non sfuggono le criticità per il futuro calcistico a quelle latitudini. La sensazione è che stia entrando in crisi il progetto di europeizzare quelle nazioni, dando un forte impulso alla crescita tecnica di quei campionati. Insomma, i biglietti di ritorno sono contesi. Teniamoci pronti.
Questo articolo è tratto da Calciomarket, newsletter sulle ultime di calciomercato, a cura di Carlo Laudisa, pubblicata ogni domenica. Per iscriversi e per informazioni sulle altre newsletter della Gazzetta, clicca qui
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