di
Marco Gasperetti
I ripetitori di nuova generazione si collegano a una ventina di dispositivi che potrebbero salire a 100, con una velocità di 65 gigabit al secondo contro i due-tre attuali. Tre proposte per casa e ufficio sotto i 200 euro
Nel linguaggio tecnico si chiamano wifi extender, ma sono conosciuti anche come ripetitori. Si tratta dei dispositivi che si collegano senza fili al modem-router per amplificarne il segnale. Ce ne sono di tutti i tipi e tutte le forme, con diverse tecnologie, potenze e prezzi. Quelli più «casalinghi» (ma funzionano bene anche in piccoli e medi uffici) hanno l’aspetto di un alimentatore: si collegano a qualsiasi prese di corrente e, dopo un’installazione quasi sempre semplice, iniziano a trasmettere il segnale del router anche negli angoli ciechi, dove il wifi non arriva.
Sono essenziali negli ambienti divisi in più stanze, negli spazi ampi e in appartamenti e uffici con mura spesse, dove c’è poco campo e la copertura della rete è instabile. Si stima che negli ultimi cinque anni ne siano stati venduti nel mondo almeno 300 milioni di unità.
Giro d’affari
Secondo gli analisti di Fmi (Future market insights), nel 2025 il valore di mercato degli extender ha superato nel mondo i 2,1 miliardi di dollari (erano 1,3 miliardi nel 2020) con una tendenza in continua crescita. A fine 2026 si prevede un giro di affari di 2,3 miliardi di dollari, per toccate i 2,6 miliardi nel 2027 e arrivare a 5,5 miliardi dollari nel 2035, con un cagr (il tasso di crescita annuale composto) pari al 10%.
Le previsioni sono positive anche per la sola Europa. Dai 479,1 milioni di dollari di valore di mercato nel 2025, è previsto che si salga a 1,135 miliardi di dollari nel 2035, con Germania, Francia e Italia ai primi tre posti.
Il segreto del successo è la crescente esigenza di connettività senza interruzioni in spazi residenziali e commerciali, ma anche il boom delle smart tv con programmi in streaming 4K (e persino in 8K) che necessitano, come nei videogame online, di una grande richiesta di banda, velocità e collegamenti stabili.
Un aumento considerevole di vendite di questi dispositivi si è registrato, durante e dopo il Covid, con l’affermarsi dello smart working.

Le caratteristiche
Gli extender non sono tutti uguali. Quelli più economici (da 30 euro in su) hanno una banda da 2,4 gigahertz, che assicura solitamente una maggiore copertura ma offre una velocità inferiore. I dispositivi a cinque gigahertz hanno una copertura inferiore ma sono più veloci.
Altri modelli hanno tre o quattro bande che superano anche i sei gigahertz, indicati per chi vuole una velocità al massimo e ha più dispositivi (computer, smart tv, smart home).
Poi c’è la tecnologia mesh, grazie alla quale si possono collegare in automatico più extender, dunque aumentare la distanza e la qualità del segnale.
Le novità
Alcuni degli ultimi modelli sono compatibili con il wifi 7, nuovo standard della rete che può arrivare teoricamente sino a 65 gigabit al secondo (oggi la media dei collegamenti Internet via wifi arriva a due-tre gigabit). «Ma non sarà soltanto la velocità a migliorare i collegamenti — spiega Luigi Salmoraghi, responsabile europeo dello sviluppo commerciale della tedesca Keenetic —. A fare la differenza negli extender sarà il numero di dispositivi che potranno essere collegati: un centinaio, contro la ventina di oggi. A luglio presenteremo il nostro nuovo modello con il wifi 7, si chiamerà Buddy 7. Sarà un salto di paradigma, anche da un punto di vista software associato all’intelligenza artificiale».
Che il wifi 7 faccia gola ai grandi produttori di extender lo testimonia l’ultimo arrivato in casa Fritz!. «Abbiamo appena presentato al Mobile World Congress di Barcellona il nuovo modello 6700 Pro — spiega Alessandro Guardini, funzionario delle vendite della multinazionale con sede a Berlino —. È un dispositivo quadriband wifi 7 e può superare la velocità di 18 gigabit al secondo, anche se il router è più lento. In questo caso, però, deve essere collegato via cavo ethernet».
Insomma, il mercato è in piena evoluzione tecnologica. Ma quali sono oggi gli extender facili da installare e con costi ragionevoli? Ne abbiamo provati tre, tutti con tecnologia mesh.
Il primo, appena arrivato sul mercato italiano, si chiama Fritz! Repeater 2700 e la qualità, made in Germany, è alta. Supporta già il wifi 7 e la tecnologia mesh, può arrivare a una velocità di 6,5 gigabit al secondo ed essere collegato al router anche via cavo. Costa 168,99 euro.
Ax 3000 Wi-fi di Netgear, invece, sulla carta amplifica il segnale sino a cento metri, ma se le mura dell’ufficio o di casa sono spesse la distanza diminuisce sensibilmente. La qualità comunque è buona e la velocità può arrivare, in condizioni reali, sino a tre giga al secondo. L’extender, inoltre, s’inserisce bene nelle prese perché la scocca si sviluppa in verticale, dunque non occupa altre prese. Costa 99 euro.
Il terzo dispositivo è Keenetic Buddy 6 SE. Non è velocissimo, ma ha il software migliore. S’installa in modo semplice e il sistema operativo dedicato consente continui aggiornamenti gratuiti per cinque anni. Via software si possono regolare molti parametri. Costa 89,99 euro.
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7 aprile 2026
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