Che cosa la emoziona ancora?
«Mi hanno emozionato i giovani atleti alle Olimpiadi. Le loro lacrime. Le loro vittorie. Sapere la loro lotta invisibile per quattro anni finire in dieci secondi sul podio. E poi mi hanno commosso i ragazzi scesi in piazza a Teheran. Ma se l’immagina quanto è pericoloso rischiare la vita, la tortura, la morte? Che potenza c’è in quel coraggio, in quella vitalità».

Completo Tshirt e scarpe Prada.

Completo, T-shirt e scarpe, Prada.

Senta, sulla sua Arca di Loré, chi ci porterebbe?
«La mia famiglia. Saturnino, che è come un fratello. Il mio amico, il fotografo Giovanni Ghidini. Gianni Morandi. E tutte le meravigliose donne della squadra con cui lavoro oggi».

E se invece dovesse organizzare un concerto ideale sulla sua arca… Chi vorrebbe?
«Ah, be’, le faccio la lineup dei sogni. Santana, Weather Report, Prince. Poi Amy Winehouse, Stevie Ray Vaughan, Rubén Blades e Chico Buarque. Dio, che bel mischione! Ah dimenticavo, per finire, il mio preferito: Adriano Celentano».

Come festeggerà i suoi sessant’anni?
«Io non festeggio mai fuori dal lavoro. Perché il mio lavoro è fare festa. I quarant’anni li ho festeggiati con Teresa e Francesca a Tokyo. I cinquant’anni a Parigi. Vede, fare una festa, creare una festa è una cosa seria. Mi vengono in mente i riti eleusini. E il meraviglioso teatro di Epidauro in Grecia. Il filosofo Emanuele Severino ha spiegato che la parola “festa” ha la stessa etimologia della parola “teoria”. La festa è una teoria del mondo, in una festa fai vivere un mondo teorico. La festa è una compressione della vita. E la festa, come ogni teoria, condiziona la realtà. Epidauro era un centro medico dove l’arte faceva parte della guarigione. Ti somministravano due commedie e tre tragedie».