Nato con l’intento di fortificare i legami tra i dipendenti, il ritiro aziendale in Honduras di Plex, compagnia tech statunitense, si è trasformato in una catastrofe tragicomica: cos’hanno raccontato i dipendenti
Il ritiro aziendale in Honduras dei 120 dipendenti di Plex (compagnia statunitense specializzata nello streaming) sembrava avere tutte le carte in regola per essere un’esperienza da sogno. Ma si trasformò in un vero e proprio incubo per i malcapitati partecipanti. Un ritiro capace di ottenere un posto tra gli eventi più disastrosi di sempre accanto al Fyre Fest, il festival musicale di lusso promosso nel 2017 alle Bahamas che fece epoca, al punto da ispirare due documentari, uno prodotto da Netflix e uno da Hulu.
La vicenda di Plex si svolge anch’essa nel 2017, ma è emersa adesso, attraverso il racconto al Wall Street Journal degli impiegati presenti, alcuni dei quali lavorano ancora per l’azienda e non si sono scordati praticamente nulla egli avvenimenti, a quasi dieci anni di distanza.
L’esperienza di Plex doveva creare (e fortificare) legami autentici tra il personale: un viaggio interamente spesato in un paradiso tropicale, sessioni di smart working con il mare davanti, riunioni in spiaggia e altre attività rilassanti. Tutto ciò che un lavoratore potrebbe mai desiderare come benefit dalla propria azienda, capace di surclassare i tradizionali eventi di team-building.
Ma le cose non sono andate esattamente per il verso giusto. I segnali premonitori c’erano tutti, fin dalle prime ore, con una serie di sfortunati imprevisti che farebbe impallidire i reality televisivi in stile Pechino Express. A partire dall’infezione gastrointestinale da Escherichia coli dell’amministratore delegato dell’azienda, Keith Valory, tradito da un’insalata: ha perso 5 chili ed è finito inchiodato a letto, con una flebo al braccio.
Un evento «apripista» di quello che i dipendenti avrebbero dovuto vivere da lì a poco.
Tarantole nel piatto
Il primo impatto traumatico dei partecipanti è stato con la cucina locale. Qualcosa si sarebbe dovuto intuire dalla mail del direttore generale del resort, arrivata tre settimane prima della partenza, che annunciava
l’assenza dello chef principale.
La cucina proposta come sfida durante il soggiorno non era esattamente da ristorante stellato: ad attendere i lavoratori c’erano tarantole morte e altre pietanze sui generis. Un’esperienza culinaria che, come racconta, Shawn Eldridge (55 anni, responsabile dello sviluppo aziendale) non era raccomandabile a nessuno, in primis «per tutti quei peli nel piatto».
Le testimonianze dei dipendenti
D’altronde la cucina da incubo rientrava nell’intento iniziale di Plexcon 2017 (questo il nome dell’evento aziendale), ovvero quello di dar vita a un’esperienza simile a «Survivor» (il celebre format da cui ha preso ispirazione il nostrano «Isola dei Famosi»). Era prevista una miriade di attività in grado di mettere alla prova le squadre in cui erano stati suddivisi gli impiegati, all’insegna del divertimento e di un sano spirito di competizione. Il Ceo stesso dell’azienda, se non fosse stato messo ko dall’Escherichia Coli, avrebbe dovuto fare le veci del conduttore della versione americana programma, Jeff Probst, coordinando tutte le attività.
La catena di errori e di disagi emerge in modo molto chiaro dalle testimonianze dei dipendenti. In alcuni casi si è sfiorato il dramma, come racconta Greta Schlender (senior product manager di 41 anni). Tra le attività c’era anche la simulazione di un addestramento militare, che ha costretto lei e i suoi colleghi a strisciare sul bagnasciuga della spiaggia a una temperatura di oltre 40° gradi centigradi. Più che un addestramento per soldati della Navy Seal, secondo Greta sembrava un vero e proprio strumento di tortura per dissidenti. La scarsa preparazione fisica di gran parte dei lavoratori non ha aiutato: molti hanno accusato malori o sono svenuti.
Come se non fossero bastate le temperature proibitive, poi, la stessa Greta si è sfortunatamente imbattuta in un formicaio di Solenopsis invicta (conosciute come «formiche di fuoco» o formiche guerriere). E non ricorda questo incontro ravvicinato come una delle esperienze più piacevoli della sua vita, tra dolorosi morsi e pruriti fastidiosi. Non hanno aiutato neppure i pantaloni corti che indossava. Infine, il centro medico non disponeva di antistaminici orali capaci di bloccare con rapidità il suo attacco allergico, e proprio questo ha portato a ripiegare su sbrigative soluzioni iniettabili intramuscolo, più precisamente nella zona dei glutei.
I retroscena raccontati dall’organizzatore Sean Hoff (42 anni) illustrano gli altri disagi. Tutti i dipendenti hanno preso una serie di voli diretti all’isola di Utila, dove la passione per il baseball è particolarmente sentita e accesa tra gli abitanti. Niente mazza e guantone per i partecipanti, però: a causa di un uragano, il campo da gioco è stato interamente distrutto e così gli stessi dipendenti di Plex si sono offerti di contribuire per la sua ricostruzione.
Quando è arrivata l’ora di tornare sulla terraferma, ad attendere alcuni dipendenti un’altra notizia sgradita: due aerei rimasti a terra, che hanno costretto decine di persone a rimandare la partenza. Tra loro c’era anche la già citata Greta Schlender, a cui l’effetto dell’antistaminico (somministrato intramuscolo qualche ora prima) stava svanendo, lasciando il posto a dolori lancinanti.
L’ospite nel bagno
L’esperienza «pungente» di Rick Philips (senior software engineer di 53 anni) non ha molto da invidiare a quella di Greta: mentre stava dormendo, ha improvvisamente sentito un forte rumore sordo nella sua stanza. Inizialmente gli diede poco conto, pensando si trattasse di un semplice oggetto caduto dal tetto, ma la realtà nascondeva ben altro: l’indomani, mentre si apprestava a fare la doccia, Rick si è trovato davanti un esemplare di istrice (più precisamente un porcospino nano peloso, originario di quelle zone), fortunatamente abbastanza mansueto da chiamare la reception e consentire di restituirlo al suo habitat naturale.
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7 aprile 2026 ( modifica il 7 aprile 2026 | 15:58)
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