di Valentina Tessera

Monte-Carlo è terra di campioni, ma certe partite cominciano fuori dal rettangolo di gioco: ecco chi è Humbert, numero 34 al mondo, e cosa ha in comune con Sinner

Oggi, sulla terra dell’ATP Monte-Carlo Masters, Jannik Sinner ha affrontato (e sconfitto con un secco 6-3, 6-0) Ugo Humbert: francese, numero 34 del mondo, uno dei mancini più scomodi del circuito, soprattutto quando riesce a stare dentro al campo.

Classe 1998, nato a Metz, Humbert ha raggiunto il suo miglior ranking nell’aprile 2024 (numero 13) e in carriera ha vinto sette titoli ATP, tra cui due 500, ad Halle e Dubai. Il suo 2026 è fin qui in equilibrio: 12 vittorie e 10 sconfitte (contando quella di oggi contro l’altoatesino).



















































Dietro al suo percorso, però, c’è una storia familiare poco frequente nel tennis di alto livello. Il padre Éric e la madre Anne gestiscono da anni una boucherie-charcuterie — «Maison Humbert» —, aperta nel capoluogo lorenese nel 1922: sveglia all’alba, giornate lunghe, fatica continua. È da lì che l’atleta dice di aver imparato ciò che più gli serve oggi sul rettangolo di gioco: «I miei genitori mi hanno insegnato il valore del lavoro — ha spiegato a Le Figaro —. Mio padre si sveglia alle 5 e torna a casa alle 20. Il talento per me non è un lavoro. Per ottenere un risultato ti devi impegnare».

Humbert: «In macelleria io? In famiglia c’è chi è più titolato di me»
La macelleria, oltre che dettaglio biografico, è un’ipotesi alternativa che lui stesso ha escluso con realismo: «Non ci ho mai pensato. Già faccio fatica a gestire la pressione per me stesso, figuriamoci se ci sono trenta dipendenti. Ogni mestiere ha il suo peso». E il tennis, nel suo caso, è già abbastanza. In famiglia, sostiene, c’è chi sarebbe più adatto a raccogliere l’eredità: «Mia sorella è decisamente più portata». Lui, quando può, rientra a Metz e si siede a tavola: «Mi faccio una bella mangiata con loro, senza però esagerare con i salumi». 

Non solo. Durante il periodo natalizio, il francese torna anche dietro al bancone: «Di tanto in tanto davo una mano ai miei genitori, soprattutto a Natale», ha raccontato. Un rapido sguardo al suo profilo Instagram restituisce la scena: a ritroso tra post e foto, spicca un’immagine che lo ritrae in cucina — con tanto di grembiule — mentre, con ironia, annuncia il «cambio uniforme» per sostenere l’attività di casa, e invita i clienti a ordinare per le festività.

ll fil rouge che lega Humbert a Sinner
Un curioso filo lega Humbert e il suo avversario: anche Sinner «conosce» il mondo della ristorazione, con un padre che ha lavorato come cuoco. In un vlog recentemente pubblicato sul suo canale YouTube, l’azzurro ha confidato quale sarebbe stato un «futuro possibile» se non avesse intrapreso la carriera agonistica: «Realisticamente, forse lavorerei in cucina con mio padre Hanspeter. Lui è cuoco, lo è stato in passato. Non mi vedrei come sciatore professionista. Credo che una strada realistica potrebbe essere lavorare in cucina con lui. Ma con ambizioni più grandi».

7 aprile 2026 ( modifica il 7 aprile 2026 | 16:13)