Al Villaggio Leumann il tempo sembra essersi fermato. Ci troviamo a Collegno, piccola cittadina nella primissima cintura di Torino. Qui si trova uno degli esempi più integri e significativi di villaggio operaio in Italia. Edificato a partire dal 1875, il quartiere fu pensato come un organismo autosufficiente di 60.000 metri quadrati, dove la produzione industriale si integrava armoniosamente con la vita privata, l’istruzione e i servizi assistenziali.
Foto per gentile concessione Archivio Leumann
Il Villaggio Leumann non è l’unico del suo genere in Italia: in Piemonte, c’è anche il noto Borgo Olivetti di Ivrea, nato per volontà di Camillo e Adriano Olivetti, mentre in Lombardia si trova l’insediamento creato a Crespi d’Adda (una frazione del comune di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo) realizzato accanto all’opificio tessile della famiglia Crespi, sito UNESCO dal 1995. Infine, in Veneto si trova quello a Schio, collegato al lanificio Lanerossi di Alessandro Rossi.
Una visione che diventa realtà
Foto per gentile concessione Archivio Leumann
La genesi del Villaggio Leumann si colloca in un periodo di profonda trasformazione per l’area torinese che, persa la funzione di capitale d’Italia, attrasse capitali stranieri attraverso agevolazioni fiscali e terreni a prezzi calmierati, trasformandosi rapidamente nel nuovo polo dell’industria nazionale.
Napoleone Leumann, imprenditore di origine svizzera, decise di trasferire l’azienda di famiglia da Voghera a Torino per lavorare il cotone. Convinto che il benessere fisico e morale dei dipendenti fosse il presupposto necessario per la qualità della produzione, chiamò Pietro Fenoglio, esponente di spicco del Liberty torinese, a realizzare la sua visione filantropica. Fenoglio seppe coniugare la severità dell’architettura industriale con stilemi eclettici e decorazioni floreali, introducendo un tocco mitteleuropeo grazie a volumi e tetti di ispirazione svizzero-tedesca.
Una città nella città
Foto per gentile concessione Archivio Leumann
Il complesso, terminato nel 1912, comprendeva circa 60 edifici suddivisi in 120 alloggi dotati, già all’epoca, di servizi igienici interni e giardini condivisi. Attorno alle abitazioni, Leumann e Fenoglio svilupparono una rete di infrastrutture sociali d’avanguardia: una scuola elementare che offriva libri gratuiti e metodi didattici avanzati, una palestra, bagni pubblici, un ambulatorio, un ufficio postale e una stazione ferroviaria dedicata per agevolare i pendolari della linea Torino-Rivoli.
Foto Renzo Miglio
Infine, la Chiesa di Santa Elisabetta, raro esempio di edificio sacro in stile Liberty-eclettico, fu commissionata da Leumann per rispondere alle esigenze religiose della comunità operaia, nonostante la sua fede fosse calvinista.
Il Villaggio Leumann oggi
Foto Mara Falceri
Nei primi anni Settanta la crisi del settore tessile e una gestione poco avveduta degli eredi portò alla progressiva chiusura del Cotonificio Leumann. A salvare il villaggio dalla speculazione edilizia è stato l’intervento del Comune di Collegno. Oggi il quartiere, pur essendo stato dichiarato Ecomuseo sulla Cultura Materiale della Provincia di Torino, mantiene la sua funzione residenziale originaria, è infatti abitato da circa un centinaio di famiglie, tra cui alcuni ex dipendenti dell’opificio e nuovi residenti.
Foto Renzo Miglio
Molti edifici sono stati rifunzionalizzati: il Convitto delle Operaie ospita oggi la biblioteca civica, mentre i locali dei bagni pubblici sono sede di centri per la socialità. È stata recuperata anche parte della cancellata metallica che un tempo circondava l’intero stabilimento, ma che fu requisita dal governo fascista durante il periodo bellico della Seconda guerra mondiale.
Chi fosse curioso di visitare questo piccolo borgo può farlo in autonomia, utilizzando LeumApp, un’applicazione web che sfrutta la realtà aumentata. Attraverso contenuti multimediali e itinerari tematici, si possono visualizzare sovrapposizioni tra la realtà storica e lo stato attuale dei luoghi. Così il tuffo nel passato diventa un’esperienza immersiva concreta ed emozionante.
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