Ivan Brnovic, il tecnico che lo lanciò tra i pro’ nel Buducnost: “Se è rivolto alla porta non aspettatevi assist, ma la palla in rete nei 2-3 secondi successivi. Vive per il gol. Sarà aggregato alla seconda squadra, ma se io fossi in Allegri me lo terrei stretto…”

Giuseppe Giuliano

7 aprile – 18:02 – MILANO

Tutto è bene quel che finisce bene. Il matrimonio tra Andrej Kostic e il Milan è stato finalmente celebrato, seppur con qualche mese di ritardo. Con buona pace di chi ha provato a opporsi, come il vicepresidente del Partizan Belgrado, Pedrag Mijatovic. Il tallone d’Achille della squadra di Allegri in questa stagione è stato sicuramente l’attacco, che sarà sotto la lente d’ingrandimento durante la prossima estate. Nel frattempo il primo colpo è stato messo a segno: Kostic, centravanti diciannovenne acquistato dal Partizan, dove si era trasferito la scorsa estate. Nato e cresciuto a Podgorica, Montenegro, ha vinto il campionato nella sua prima vera stagione da professionista con il Buducnost, la squadra della sua città natale, risultando spesso decisivo da subentrato, come racconta il suo ex allenatore del Buducnost, Ivan Brnovic. Il tecnico montenegrino (ora alla guida dello Stari Aerodrom) non ha dubbi sul perché questo ragazzo sia speciale: “Vive per il gol, ha un’innata capacità di segnare e una potenza impressionante in entrambi i piedi. Quando Andrej è in campo, state certi che qualcosa accadrà: da lui ci si possono aspettare sia reti normali che spettacolari. Per me è un mix tra Inzaghi e Solskjaer”. Il classe 2007 sarà aggregato inizialmente a Milan Futuro a partire dal prossimo luglio, l’auspicio è che possa diventare il numero 9 del futuro in grado di accendere San Siro.

Brnovic, ci racconti della crescita di Kostic con la maglia del Buducnost.

“Kole, come lo chiamiamo fin da piccolo, ha sempre dimostrato il suo istinto per il gol, sia nelle giovanili sia in tutte le rappresentative giovanili del Montenegro, spesso con avversari più grandi. Ha debuttato a 16 anni e nella sua prima vera stagione da professionista a Podgorica ha segnato 4 gol contribuendo alla vittoria del campionato”. 

Un trionfo speciale ottenuto insieme a Podgorica, la squadra della vostra città. 

“La scorsa stagione la forza del gruppo e lo spirito di squadra hanno fatto la differenza, e Kole ha avuto un ruolo chiave soprattutto quando subentrava dalla panchina, dimostrandosi spesso decisivo. Abbiamo vinto il campionato infrangendo ogni record con un distacco di 24 punti sulla seconda ed è stato un privilegio lanciare in questi anni molti giovani come lui che si sono poi trasferiti in club importanti, tra i quali c’è anche Adzic, ora alla Juventus”. 

Come presenterebbe Kostic ai tifosi del Milan? 

“Andrej è un ragazzo meraviglioso, riservato, modesto e ben educato. In campo ha una grande etica del lavoro, esegue ogni esercizio con la massima intensità e ha grande voglia di migliorare. Ha grande velocità e forza, attacca bene gli spazi in profondità. Se ha la palla tra i piedi quando è rivolto verso la porta non aspettatevi un assist, ma vedere la palla in rete nei successivi 2-3 secondi. Deve lavorare ancora molto quando si trova lontano dalla porta, soprattutto sulle sponde e nel giocare con i compagni, oltre a migliorare tecnicamente. Credo che al Milan lavoreranno soprattutto su questi aspetti, dategli tempo e crescerà. Per come gioca, mi ricorda Pippo Inzaghi, solo più strutturato fisicamente. È sempre al limite del fuorigioco e fa di tutto per segnare. Finora ha segnato il più delle volte da subentrato, quindi da questo punto di vista mi ricorda soprattutto Ole Gunnar Solskjaer”. 

Il vicepresidente del Partizan si è detto molto contrariato dalla sua cessione. Il Milan ha fatto un affare? 

“Il Milan ha fatto un ottimo lavoro, bisogna aspettare che il tempo dica la verità. A dicembre ci furono delle trattative, ma Mijatovic, non lo lasciò andare perché chiedeva più soldi. Tuttavia, nel frattempo il Partizan si era trovato in difficoltà finanziarie e per ottenere la licenza Uefa dovette cedere urgentemente uno dei suoi giovani talenti. La scelta ricadde su Andrej e credo che il Milan ne abbia tratto il massimo vantaggio, pagandolo molto meno di quanto gli aveva offerto a gennaio di quest’anno”. 

Cosa ha provato quando ha letto del suo acquisto da parte del Milan? 

“Sono particolarmente orgoglioso e felice per lui. Tutto questo è merito suo, ma anche della sua famiglia, che segue le sue orme e lo guida nella giusta direzione. È stato emozionante vederlo arrivare a Milano per le visite e la firma. Gli auguro davvero tanta fortuna, migliorerà molto e mostrerà la sua innata capacità di segnare”. 

Quale impatto può avere con il calcio italiano? 

“Non sono sicurissimo che il calcio italiano sia il campionato giusto per lui, ma ha un grande istinto da killer in area, quindi sono ottimista. Se riuscirà a segnare in Italia, sarà in grado di farlo in qualsiasi top campionato in futuro”. 

È stato paragonato spesso a Vlahovic. 

“Ci sono alcune somiglianze con Vlahovic, dato che anche lui è forte con il piede mancino ed entrambi hanno un’ottima elevazione. Tuttavia, penso che sia più una combinazione tra Inzaghi e Solskjaer”. 

Inizialmente sarà aggregato al Milan Futuro. Allegri dovrebbe puntare subito su di lui? 

“Prima dovrà dimostrare il suo potenziale nel Milan Futuro per poi avere una possibilità in prima squadra. Se fossi Allegri, terrei Andrej sempre a disposizione perché quando hai bisogno di un gol e lo mandi in campo negli ultimi 15-20 minuti, puoi essere sicuro che succederà qualcosa”. 

Quale livello può raggiungere con il suo potenziale? 

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“Questa è la domanda più difficile di tutte perché Kole è un giocatore particolare. Se l’allenatore si fida di lui ed entra nei meccanismi della squadra, può diventare una stella. Sono sicuro però che la sua etica del lavoro prima o poi lo porterà a diventare uno dei migliori centravanti d’Europa”.