Catherine Spaak non conserva un ricordo positivo della sua esperienza ne «L’armata Brancaleone»: «Sul set c’ero io, la sarta, la segretaria di produzione, poche donne – ha raccontato al Corriere – il resto erano solo uomini ed erano tutti attori importanti…io all’epoca ero ancora, si può dire, un’esordiente, poco più di una ragazzina. Non parlavo ancora molto bene l’italiano e, quando arrivavo presto nel luogo delle riprese, cominciavano a prendermi in giro, mi apostrofavano in maniera pesante… alcuni erano scatenati: vero e proprio bullismo». Tutto questo, a suo avviso, perché era una donna: «Facevano di tutto per mettermi in imbarazzo e io mi sentivo fuori luogo, angosciata, ho memoria di un periodo difficile, una lavorazione del film tutt’altro che piacevole».