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Kupchan: «Trump voleva entrare nella storia. Una destituzione in Iran? Ora è impossibile»
MMondo

Kupchan: «Trump voleva entrare nella storia. Una destituzione in Iran? Ora è impossibile»

  • 8 Aprile 2026

di
Massimo Gaggi

Intervista al politologo: «Quando ho sentito il presidente degli Stati Uniti minacciare la distruzione di una intera civiltà ho pensato all’atomica, ma siamo ancora lontani»

Difficile fare previsioni mentre sta per scadere un ultimatum oltre il quale Donald Trump minaccia di «far scomparire un’intera civiltà in una notte». Ma il politologo Charles Kupchan, docente della Georgetown University ed ex consigliere della Casa Bianca di Barack Obama, fissa comunque – prima dell’annuncio della tregua – alcuni punti.

Davanti al linguaggio sempre più estremo di Trump — insulti, invettive a sfondo religioso, minacce apocalittiche — anche tanti che lo osannavano, oggi temono follie tipo il ricorso all’arma nucleare mentre altri, come la sua ex pasionaria Marjorie Taylor Greene, chiede addirittura la sua destituzione per incapacità in base all’articolo 25 della Costituzione e la sostituzione col vicepresidente, JD Vance. Lei grida, altri ne parlano a mezza voce.
«Quando stamattina ho sentito che minacciava la distruzione di un’intera civiltà ho pensato anch’io, per un attimo, all’atomica. Ma non siamo a questo, siamo molto lontani. Farà altro, magari altrettanto devastante, ma con armi convenzionali. Quanto alla destituzione credo sia niente più che un pio desiderio: il gabinetto dei suoi ministri si è sempre mostrato totalmente leale nei suoi confronti, in ogni riunione tutti lo lodano: come fanno a dichiararlo incapace se fino a ieri hanno condiviso le sue scelte? Semmai qualcosa potrebbe succedere dopo le elezioni di midterm se Trump perderà Camera e Senato. Potranno lanciare un altro impeachment. Comunque senza condanna per la quale serve il voto di due terzi dei senatori, 67 su 100. Mi pare impensabile».



















































Per alcuni Trump è succube di Netanyahu, per altri ascolta i consigli di influencer e commentatori estremisti, da Laura Loomer a Mark Levin. Per altri ancora fa tutto da solo, in una sorta di delirio di onnipotenza.
«Ha attaccato l’Iran pensando alla sua legacy politica, il suo posto nella storia: il presidente che dopo 47 anni schiaccia un regime che considera gli Usa il demonio. Qualcosa che i suoi predecessori non hanno avuto il fegato di fare. Nel suo secondo mandato Trump ha usato molte volte la forza ottenendo successi rapidi e senza vittime americane. Questo lo ha spinto a osare sempre di più. Con l’Iran, però, ha commesso un grosso errore di valutazione». 

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Quale?
«Per lui ora il tempo stringe. Quando ha visto che l’Iran non gettava la spugna nonostante attacchi e minacce, ha temporeggiato, ha spostato la scadenza dell’ultimatum. Ma non ha più tempo: la chiusura dello Stretto di Hormuz sta strangolando l’economia mondiale, in America il prezzo della benzina è aumentato quasi dell’80% dall’inizio della crisi. Politicamente disastroso per lui».

Può tentare di sbloccare lo Stretto di Hormuz con truppe di terra?
«Tendo a escluderlo. Ci ha pensato, ma sa che manderebbe al massacro i soldati. La sua impopolarità, già alta, salirebbe alle stelle».

Trump accusa gli europei di non collaborare e definisce la Nato «tigre di carta». Il «Wall Street Journal», invece, scrive che l’Europa, salvo la Spagna, sta aiutando, sottotraccia, gli americani. Quantomeno concedendo l’uso delle basi: quelle britanniche, quelle portoghesi alle Azzorre, Ramstein in Germania.
«Ci sono state divisioni, ma la risposta dell’Europa, nel suo complesso, è stata comprensibile e misurata. È giusto aspettarsi l’organizzazione di uno sforzo dei Paesi del vostro continente per tenere aperto lo Stretto pattugliando e scortando i mercantili con le unità delle varie marine militari, ma questo è fattibile solo a guerra finita: oggi nemmeno la potente US Navy prova a entrare in quelle acque. La minaccia di missili, droni, mine sottomarine è troppo elevata. E i passaggi di Hormuz sono strettissimi e con acque assai poco profonde».

8 aprile 2026 ( modifica il 8 aprile 2026 | 08:22)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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