Gli storici scatti nei 43 minuti senza comunicazioni con la Terra. L’astronauta a Trump: «È stato piuttosto piacevole». Orion verso il ritorno
Una frase semplice, un commento piuttosto ordinario che diventa straordinario se proviene da oltre 400.000 chilometri di distanza. Quando il presidente Donald Trump, collegato in diretta con gli astronauti a bordo di Artemis 2, ha chiesto loro incuriosito cosa si prova a volare sul lato nascosto della Luna, il pilota Victor Glover ha risposto: «Devo dire che, in realtà, è stato piuttosto piacevole». Sono quindi stati vissuti con tranquillità quei 43 minuti di interruzione delle comunicazioni con l’umanità. Un giro attorno al satellite da cui hanno raccolto preziose informazioni sulla sua conformazione, utili per capire qualcosa di più sulla nostra, di storia – quella del nostro pianeta da cui la Luna si è distaccata 4,5 miliardi di anni fa – e per preparare il terreno alle prossime missioni spaziali.
Dopo aver superato il record di massima distanza dalla Terra (406.077 chilometri) superando l’Apollo 13, si sono messi al lavoro: hanno registrato decine di audio per commentare ciò che vedevano e hanno scattato centinaia di fotografie per documentare quella parte di Luna che, per il fenomeno della rotazione sincrona, noi dalla Terra non possiamo mai vedere. Di queste foto abbiamo iniziato a vederne alcune, pubblicate dalla Nasa ieri. Una li lega a doppio filo ai colleghi dell’Apollo 8. A più di 57 anni di distanza dalla leggendaria Earhrise, la Terra che sorge sopra l’orizzonte lunare, scattata da Bill Anders nel 1968 durante la prima missione che portò l’uomo in orbita lunare, ecco ora il tramonto della Terra, l’Earthset visto dalla Luna, con il suolo grigio e polveroso in primo piano. Immortalato appena prima del passaggio dietro al satellite. «Questa immagine e tutte quelle che la Nasa sta condividendo sono eccezionali perché, grazie alle tecnologie moderne, sono di alta qualità rispetto a quelle scattate durante le missioni Apollo e ci aiuteranno a comprendere meglio come si è formato il sistema solare», racconta entusiasta Mario Cosmo, direttore di Scienza e Innovazione dell’Agenzia Spaziale Italiana, sottolineando l’unicità e l’importanza dell’occhio umano che documenta con le sue impressioni antiche catene montuose, colate laviche e crateri d’impatto.
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Lato “oscuro”, va chiarito, non vuole dire buio: anche quella sezione della Luna è illuminata per la metà del tempo. Le missioni Apollo erano programmate in modo che gli allunaggi avvenissero quando le zone scelte erano illuminate e la parte nascosta rimanesse immersa nell’oscurità. Stavolta era invece parzialmente illuminata. Le meraviglie a cui hanno assistito comprendono anche – occhialini protettivi sugli occhi – un’eclissi solare totale di 53 minuti.
La navicella Orion sta rientrando spontaneamente verso la Terra, in sostanza precipitando per quattro giorni e acquistando una velocità sempre maggiore. Se necessario, saranno utilizzati anche i motori ausiliari per effettuare piccole correzioni di traiettoria. Il ritorno è previsto per venerdì sera al largo della California (l’alba in Italia) dove la capsula Orion ammarerà. Questa missione è una tappa fondamentale della nuova corsa lunare: gli stati Uniti vogliono riportare l’uomo sulla Luna entro il 2028 (ultima data ufficiale dopo molti rinvii), prima della fine del mandato presidenziale di Trump, come lui stesso ha chiesto. Ma le motivazioni oggi sono diverse da quelle di 50 anni fa. La priorità sono le risorse: l’acqua (che può essere scissa in idrogeno e ossigeno, utilizzati per la propulsione dei veicoli spaziali e per la respirazione dell’equipaggio), ma specialmente l’elio-3, estremamente raro sulla Terra e presente sulle rocce lunari. Il combustibile ideale per le future centrali a fusione nucleare. Rimane da vincere la sfida dell’allunaggio: il razzo Super Heavy di SpaceX è ancora in fase di sviluppo. Il modulo di atterraggio di Starship-HLS è bel lontano dall’essere pronto. Per molti esperti c’è anche il rischio che si ribalti una volta arrivato. Manca anche un piano per il rifornimento di carburante, necessario se si vogliono trasportare tanti materiali. E il 2028 è dopodomani.
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7 aprile 2026 ( modifica il 8 aprile 2026 | 09:56)
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