Il contratto verrà discusso a fine stagione: l’idea è virare sul 4-3-2-1, con acquisti come Koné e Diaby
Giornalista
8 aprile – 11:34 – MILANO
Non basta vincere per resistere al comando. L’Inter si sente vicina al traguardo del ventunesimo scudetto, scruta con garbo anche il percorso che può condurre alla decima Coppa Italia, ma al tempo stesso programma il futuro per difendere il potere sul suolo italiano e per ripristinare uno status credibile oltre confine. La prima mossa riguarda la politica interna: Cristian Chivu, una scommessa che si è rivelata azzeccata, verrà convocato in sede a stagione chiusa per firmare il rinnovo del contratto, probabilmente per una stagione e quindi fino al giugno 2028. I colloqui non sono stati ancora avviati ma non esistono perplessità. È un atto dovuto: non si è mai visto un allenatore campione d’Italia, né giovane né vecchio, che si presenta al ritiro estivo con la data di scadenza fissata a pochi mesi.
Ristrutturazione—
Di conseguenza la seconda Inter del nuovo corso prenderà forma secondo le indicazioni del tecnico scelto per guidare la transizione. Già l’anno scorso Chivu avrebbe desiderato cambiare volto alla rosa, rendendola più veloce e verticale, ma si è dovuto adeguare a condizioni non negoziabili: Manu Koné, la mezzala individuata per il cambio di passo a centrocampo, è stata trattenuta dalla Roma mentre Lookman, l’attaccante esterno che genera superiorità numerica, è stato bloccato dall’Atalanta nonostante un lungo braccio di ferro. In più l’esplosione di Pio Esposito ha suggerito cautela nell’abbandono del 3-5-2. Eppure le linee guida del mercato sono sempre le stesse: a seconda delle occasioni, e del denaro liquido da investire, Marotta e Ausilio si stanno orientando a scardinare il dogma della difesa a tre per progredire verso una costruzione elastica e moderna, nella quale l’atteggiamento aggressivo diventi una costante intangibile: un 4-3-2-1 nel quale lo stesso Koné resta un obiettivo credibile, la freccia Diaby può rientrare in Europa dal Medio Oriente e Bastoni può essere sacrificato sull’altare delle plusvalenze e del buon senso. Un nodo è Calhanoglu, che continua a percepire interesse nel Bosforo e ha un solo anno di contratto. Ma la sua importanza nel sistema Chivu potrebbe convincerlo a rimanere e poi, se del caso, trattare un rinnovo.
Offerte—
Il budget fornito da Oaktree non dovrebbe superare i 40 milioni, di base. Ma non tiene conto dell’abbassamento del monte ingaggi determinato dai tanti anziani che saluteranno la compagnia (Sommer, Acerbi, De Vrij, Darmian e Mkhitaryan) per raggiunti limiti di contratto e delle partenze: Bastoni al Barcellona frutterebbe almeno altri 50 milioni, Dumfries ha sempre una clausola da 25, Frattesi può trovare ammiratori a cifre simili così come Luis Henrique. Sarà stravolto il pacchetto portieri, perché oltre a Sommer dovrebbe andare via anche Martinez. Dentro un nome forte alla Vicario, che l’Inter ha già in pugno, e un giovane promettente come riserva. E la difesa come si riempie? A destra il neoazzurro Palestra è il favorito, se l’Atalanta non eccede con le richieste. Nel mezzo, dietro al blocco titolare che sarebbe composto da Bisseck e dal confermato Akanji, da pagare 15 milioni al City, si valutano il laziale Gila e l’udinese Solet. Occhio alle modifiche sull’attacco: Lautaro non si tocca, Pio nemmeno, Thuram rimarrà se non spuntano ammiratori segreti capaci di tentare lui e la società. Servono anche qui almeno 50 milioni.
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