Oggi non vale più la regola «se lo vedo allora è vero». Ma forse non valeva neanche in passato. Un racconto di momento storici in cui la fotografia è stata protagonista, nel bene e nel male

Fin da quando è stata inventata – l’anno ufficiale è il 1839 – la fotografia è sempre stata sinonimo di verità. Se lo vedo, non può che essere così. Se qualcuno ha puntato il suo obiettivo su una scena, un panorama, una persona, allora sicuramente sarà accaduto quell’avvenimento, avrà adottato quel comportamento. Una prova insindacabile che negli ultimi anni viene però messa in discussione. Dal vero si è passati al verosimile, con i nuovi strumenti di ritocco fotografico come Photoshop. E poi la rivoluzione dell’intelligenza artificiale generativa ha spazzato via ogni certezza. La realtà si può creare ex novo, il limite è la sola immaginazione umana. O i deboli paletti che le aziende che sviluppano questi modelli hanno dovuto implementare per tranquillizzare l’opinione pubblica. La nostalgica sensazione di osservare un’immagine che ha cambiato il corso della storia ci sembra quasi appartenere al passato. Perché ci sono state, nel corso di questi due secoli, inquadrature che hanno alterato il corso degli eventi, scandalizzato il mondo, cambiato la percezione, creato una notizia.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Di esempi celeberrimi non ne mancano. Solo guardando quell’enorme fungo ricoprire tutta la città di Hiroshima e il cielo che sovrasta città giapponese ci siamo resi conto, nel 1945, dello spaventoso potere della bomba atomica. E solo riguardandolo, ancora oggi, possiamo ricordare quanto sia importante calmare le tensioni geopolitiche internazionale per sventare un olocausto globale. Una foto che diventa memoria collettiva, e monito.



















































Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Proprio come quella scattata in Sudan che ha fatto ottenere il premio Pulitzer al sudafricano Kevin Carter. Il titolo descrive l’immagine stessa: «Bambino con avvoltoio». Ma il suo contenuto ha risvegliato nel modo più brutale la nostra sensibilità sul problema della fame nel mondo. Nel 1993 viene pubblicata sul New York Times e nessuno può più rimanere indifferente alle sofferenze che colpiscono i bambini nei Paesi più dimenticati.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Tornando indietro, possiamo ricordare un altro premio Pulitzer passato alla storia con il titolo di Napalm Girl. Il fotografo vietnamita Nick Ut ha dovuto insistere con i suoi superiore dell’Associated Press per pubblicarla. Nel 1972 il buoncostume vietava di mostrare in foto dei nudi, figuriamoci il corpo di una bambina di 9 anni. Ma la potenza di quello scatto è stata fondamentale per rendersi conto della tragedia che si stava consumando in Vietnam. Ha cambiato anche la vita di quella bambina che, sopravvissuta, ha potuto sfruttare la fama non richiesta per costruirsi un futuro: ha fondato la Kim Foundation International, no profit che aiuta bambini come lei costretti a vivere la guerra.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

A proposito di protagonisti inconsapevoli: non si conosce l’identità dell’uomo che, con una busta di plastica in mano, ha sfidato i carri armati in piazza Tienanmen nel 1989, ma il suo coraggio e il significato profondo del suo gesto lo hanno portato ad essere inserito nel 1998 nell’elenco delle 100 persone più influenti del mondo stilato dalla rivista Time. 

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Sconosciuta – anche se diversi giornalisti hanno provato a rintracciarne le origini – è anche l’identità dell’uomo immortalato dal fotografo Richard Drew dell’Associated Press mentre cade a testa in già dalle Torri Gemelle in fiamme nel 2001. Il disastro è sotto gli occhi di tutti, ma quella foto ha fatto riflettere il mondo sulle singole tragedie umane di coloro che si trovavano al World Trade Center e delle loro famiglie.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Mentre altre foto, che mostravano le torture e gli abusi sui prigionieri iracheni nella prigione di Abu Ghraib, hanno sconvolto il mondo e cambiato completamente la percezione della missione americana in Iraq del 2004. Quella forse più drammaticamente famosa ritrae un detenuto incappucciato in piedi su una cassa, con cavi elettrici attaccati alle mani (gli era stato detto che sarebbe rimasto folgorato se fosse caduto). Le condanne furono riservate solo ai soldati di grado più basso, ma ancora oggi, Abu Ghraib resta il simbolo del fallimento etico in tempo di guerra e ha portato a lunghe battaglie legali che continuano tuttora.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

L’umanità dietro ai grandi avvenimenti storici è uno dei poteri che la fotografia può dare. E una fotografia può diventare storia. Una storia che può essere diversa da quella che si voleva in origine raccontare. Come quella che ritrae il cadavere di Che Guevara tra fotografi e soldati immortalata da Freddy Alborta. Una spettacolarizzazione della morte del celebre combattente organizzato dai militari boliviani per certificare la fine di una minaccia che invece ebbe l’effetto contrario: trasformò l’uomo in leggenda.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Oppure, con una foto, si può distruggere una leggenda. O perlomeno, scalfirne l’aura di popolarità che la circonda. Non per niente ci sono persone che con i loro grandi teleobiettivi hanno costruito una carriera nel tentare di immortalare celebrità e politici nei loro momento più privati. A volte in modo illegale e puramente scandalistico. Altre, per tirare fuori una notizia che avrebbe fatto tremare un intero governo. Il 15 maggio del 2020 Boris Johnson e la moglie Carrie vengono immortalati mentre danno una festa a base di vino e formaggio nel giardino di Downing Street. Tutto il personale partecipa, alle spalle del popolo inglese che erano stato esortato proprio quel giorno dal ministro della Salute Hancock a non uscire di casa e rispettare il lockdown per arginare l’epidemia da Covid-19. La fotografia è stata pubblicata dal Guardian nel 2021 e ha scatenato il Partygate che ha portato, infine, alle dimissioni di Johnson da primo ministro britannico.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

E che dire delle conseguenze che ha portato al campione di calcio Diego Maradona lo scatto che immortala il famosissimo gol segnato grazie al tocco della sua mano sinistra e che ha eliminato l’Inghilterra dai mondiali nel 1986? Lui allora se l’era cavata con la famosa frase: «Un po’ con la testa di Maradona e un po’ con la mano di Dio», ma quello è il gol che in assoluto è rimasto più nella storia nonostante le sua abilità sul campo fossero indiscusse.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Oppure possiamo ricordare gli effetti che ha avuto la foto che inquadra Will Smith mentre tira uno schiaffo a Chris Rock sul palco degli Oscar nel 2022. Aveva delle motivazioni – il comico aveva fatto una battuta di troppo sulla moglie di Smith e sulla alopecia si cui è affetta – ma lo choc del pubblico è rimasto. Così come la sua esclusione per 10 anni dalla manifestazione. Anche lui si è reso conto di quanto quell’azione – che grazie a una foto aveva fatto il giro del mondo – aveva avuto conseguenze. «Non rispecchia l’uomo che voglio essere», aveva poi detto.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Al contrario, una foto può farci scoprire un lato inedito di una persona. Un’umanità che, quando si ricopre una carica pubblica, di solito si lascia nelle sfere più intime della propria quotidianità. Siamo nel 2009 e l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama incontra un ex marine che si sta ritirando dopo due anni di impegno nel Consiglio di Sicurezza Nazionale. Porta con sé la famiglia e il fotografo Pete Souza nello Studio Ovale quasi per caso si ritrova davanti a una scena molto più emozionante. Il figlio dell’ex marine, Jacob Philadelphia, 5 anni, chiede a Obama: «Voglio sapere se i miei capelli sono come i tuoi». Lui si china e gli suggerisce: «Scoprilo da te, perché non li tocchi?». Un gesto che nasconde un significato profondo: un bambino afroamericano di cinque anni che si chiede se i suoi capelli siano uguali a quelli del presidente degli Stati Uniti — e scopre che sì, lo sono — è un’immagine che dice in un secondo quello che discorsi interi non riuscirebbero a comunicare. Era il primo presidente nero nella storia americana, e un bambino stava già crescendo in un mondo diverso da quello di tutti i bambini neri venuti prima di lui.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Di presidente in presidente: per Clinton le foto si sono invece rivelate un problema. Quando scoppia lo scandalo della sua relazione extra-coniugale con Monica Lewinsky, nel 1998, l’assistente del fotografo che aveva partecipato a una raccolta fondi due anni prima dello staff del partito democratico tira fuori una foto, inedita, dove i due si abbracciano in mezzo alla folla. La foto diventa la copertina della rivista Time.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Di foto in foto, arriviamo a oggi. Forse una delle immagini più famose degli ultimi anni è quella che ritrae Papa Francesco che indossa un Moncler. Difficile che un uomo di chiesa, perlopiù francescano, possa aver scelto un capo così costoso e alla moda. Eppure eccolo lì, in un’inquadratura che sembra davvero realistica. Abbiamo detto che se si può fotografare, allora è vero. No? Quella è stato uno dei primi esempi che ha fatto rendere conto a tutto il mondo delle potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa e di come non dovessimo più dare per scontato che il senso della vista è il più affidabile. Oggi persino i governi si approfittano di questi strumenti, divulgando foto e video verosimili ma falsi per alimentare la propria propaganda, ignorando il buon senso di indicare che quelle immagini non sono reali. L’era della post verità – parola dell’anno per l’Oxford Dictionary già nel 2016 – è iniziata. Ma la fotografia, se proprio dobbiamo dirla tutta, non è mai stata così affidabile come abbiamo voluto credere.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Torniamo, per fare un primo esempio, al 1934. La celebre “Foto del Chirurgo” che mostrava il collo sinuoso di Nessie, il mostro di Loch Ness, emergere dalle acque, è rimasta per decenni la prova regina dell’esistenza del mostro. Solo nel 1994, sessant’anni dopo, la verità è emersa grazie alla confessione di Christian Spurling sul letto di morte. L’immagine era una vendetta orchestrata da suo patrigno, un cacciatore di selvaggina deriso dai giornali per aver scambiato impronte di ippopotamo per quelle del mostro. Per vendicarsi, l’uomo aveva costruito un modellino usando un sottomarino giocattolo e della pasta di legno modellata a forma di testa di serpente. La foto era stata poi consegnata al dottor Robert Wilson, un rispettabile chirurgo, per dare credibilità al falso e ingannare il mondo intero.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Abbiamo detto che rispettabili capi di stato oggi sfruttano l’AI per amplificare il loro potere e la loro propaganda. Non era diverso nella prima parte del Novecento. Avete presente la virile foto di Benito Mussolini a cavallo in Libia nel 1937? C’era in realtà chi quel cavallo lo teneva fermo di modo che il dittatore non potesse cadere e rovinare così lo scatto perfetto. 

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Anche Stalin si ritrovare a dover ritoccare un’immagine perché chi lo tradiva doveva scomparire, letteralmente. La foto che lo ritrae mentre passeggia lungo il canale Mosca-Volga del 1937 conteneva nell’inquadratura anche Nikolai Yezhov, capo della polizia segreta e responsabile delle «Grandi Purghe». Quando cade in disgrazia, viene arrestato e giustiziato, la censura sovietica lo rimuove dalla fotografia.

Quando una fotografia poteva cambiare la storia, creare scandali, svelare verità: scatti celebri da rivedere oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale

Ovviamente queste operazioni venivano fatte in modo molto diverso rispetto a oggi: erano esperti ritoccatori a sfruttare aerografi, bisturi e vernici per nascondere ciò che non si voleva fosse più visto. Con Photoshop tutto è diventato molto più semplice, e alla portata di tutti. Con i social media, le immagini false riescono a fare il giro del mondo in una notte senza che nessuno si accorga della manipolazione. Viviamo in un mondo complesso, dove la fotografia non è più un aiuto ma un possibile tranello. Eppure, riesce ancora a creare scandalo – ditelo ai due amanti beccati al concerto dei Coldplay – o un attimo che rimane nella storia. Possiamo dirlo a tutti noi, mentre guardiamo le immagini che ci arrivano dagli astronauti di Artemis 2 che hanno appena fatto il giro della Luna regalandoci delle inquadrature uniche. 

This handout picture released on April 7, 2026, by NASA shows Earth setting over the Moon's curved limb at 6:41 PM EDT (10:41 GMT), April 6, 2026, as seen from the Orion spacecraft. The Artemis II astronauts wrapped up their lunar flyby as they co...

Per non perdere le ultime novità su tecnologia e innovazione
iscriviti alla newsletter di Login

7 aprile 2026 ( modifica il 8 aprile 2026 | 15:41)