di
Claudio Del Frate

La notizia rivelata dal Financial Times e dall’agenzia Reuters. Aramco, la compagnia statale saudita, non ha commentato, Incerta la paternità dell’attacco

L’oleodotto che trasporta il petrolio dell’Arabia Saudita sulle coste del Mar Rosso è stato attaccato la scorsa notte da uno sciame di droni. Lo riporta il Financial Times. La stessa notizia è stata confermata dall’0agenzia Reuters. Le fonti del quotidiano hanno detto che una stazione di pompaggio lungo l’impianto lungo 1.200 chilometri è stata colpita attorno all’una di notte locale, nelle stesse ore in cui Trump annunciava la tregua di due settimane negli attacchi all’Iran. L’oleodotto che sfocia sul mar Rosso è divenuto un’arteria vitale dopo la chiusura dello stretto di Hormuz, che ha strozzato i rifornimenti di idrocarburi verso l’Asia e l’Europa.  

La fonte del Financial Times ha riferito che la struttura ha subito danni. La Saudi Aramco, la compagnia petrolifera statale saudita, proprietaria della pipeline, non ha voluto al momento commentare la notizia. Proprio Aramco aveva deciso di dirottare il flusso del greggio da Hormuz al mar Rosso per evitare attacchi da parte iraniana. 



















































Non è stata chiarita la paternità degli attacchi: la zona, in teoria, potrebbe essere esposta agli attacchi delle milizie Houthi, attive nello Yemen, a sud della zona attraversata dall’oleodotto.  L’Arabia Saudita ha rivelato di aver intercettato nove droni nel suo spazio aereo nelle ultime ore.  

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La costruzione della East-West pipeline fu decisa da Riad negli anni ’80 per mettere al riparo l’export di greggio dalla guerra Iran-Iraq che infuriava in quel periodo e che stava mettendo a rischio il regola traffico marittimo proprio attraverso Hormuz.  L’oleodotto era visto anche in questi giorni come un «piano B» per garantire il flusso di idrocarburi qualora le turbolenze nel Golfo Persico si fossero prolungate. Il percorso alternativo, infatti consente di aggirare i due colli di bottiglia della Penisola Arabica, divenuti entrambi pericolosi: lo stretto di Hormuz e quello di Baab el Mandeb che separa lo Yemen dal Corno d’Africa e immette nel mar Rosso. Il bypass non garantisce tuttavia i volumi che prima della guerra transitavano lungo la tradizionale rotta del Golfo. Il «collo di bottiglia», in questo caso, è il terminale del porto di Yanbu, le cui strutture non riescono a caricare un numero di navi sufficiente. 

Articolo in aggiornamento…

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8 aprile 2026 ( modifica il 8 aprile 2026 | 16:27)