Gerwig: Se vi scambiaste i rispettivi lavori, qual è la cosa che vi entusiasmerebbe di più? E riguardo a quale, invece, pensereste: “Questo proprio non posso farlo”?

Wintour: Impossibile. Non ho alcun talento. Nessuno, davvero. Non so cantare, non so ballare, non so recitare, sono negata per i lavori manuali, non so cucinare e, di certo, non so cucire.

Streep: Sì, certo, ti limiti a guidare una multinazionale, tutto qui. Io sarei terrorizzata dalle scarpe. Ogni giorno, riuscire a essere all’altezza… Però, lavorare con tanti giovani sarebbe entusiasmante, e mantenere vivo il flusso delle idee… Adoro quel tipo di energia. E poi creare qualcosa che renda felici le persone, cercare la bellezza, saperla riconoscere, coltivare, sostenere. È qualcosa di prezioso.

Gerwig: E ora una domanda da fan su Miranda: il suo stile è cambiato?

Streep: Quando abbiamo girato il primo film, tutti avevano paura di Anna, quindi non riuscivamo a trovare abiti: nessuno voleva prestarceli. Questa volta l’abbiamo semplificata, resa più essenziale, più se stessa. Anche i capelli sono meno voluminosi, niente più onde svolazzanti. Ama gli accessori, ma in lei c’è qualcosa di impavido: si preoccupa meno di ciò che pensano gli altri.

Gerwig: Anna, puoi dirci qual è il tuo costume di scena preferito?

Wintour: Oh, l’abito rosso, lo “Jezebel”. Pierpaolo [Piccioli]!

Streep: Pierpaolo! È fantastico che l’abbia creato.

Wintour: È un abito splendido. Ti sta benissimo. Di quale film hai amato di più i costumi? Io risponderei La mia Africa.

Streep: Non saprei, ho lavorato con così tante persone straordinarie. Mi sono piaciuti i costumi di Florence, perché adoro un bel seno generoso, e a quell’epoca sapevano come vestirlo. I costumi di scena sono a loro volta dei personaggi. Al Vassar College ho studiato proprio costume design: è la materia in cui mi sono laureata. So cucire bene e amo disegnare. Per la tesi, ho ideato sessanta costumi per Camino Real, la pièce di Tennessee Williams. Tutti quei personaggi sono così vivi, eccentrici, bizzarri… Ho sempre pensato di essere un incubo per chi si occupa dei costumi, perché sono molto pignola a riguardo.

Gerwig: Meryl, hai detto che durante il primo film ti piaceva stare sul set con tutti, con Anne, Emily e Stanley, ma anche che sentivi di non poterlo fare come lo facevano loro.