«Non siamo subalterni agli Usa, siamo testardamente unitari, come direbbe Elly Schlein»

La premier poi passa a dimostrare che l’Italia non sia subalterna. La collocazione internazionale dell’Italia «non è stata inventata da questo Governo, ma è la stessa da circa ottant’anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al Presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘la Meloni scelga tra Trump e l’Europa’. La posizione italiana, nella crisi iraniana, è stata esattamente la stessa dei principali paesi europei. Allora mi chiedo, e vi chiedo, se quando si dice che dobbiamo stare con l’Europa si intenda davvero l’Europa, o si intenda piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l’Europa. Perché temo che le due cose non stiano insieme. Attendo fiduciosa una risposta. Mi verrebbe da dire, prendendo in prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo». Subito dopo, Meloni aggiunge: «Siamo testardamente occidentali, perché solo se l’Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E senza unità tutti saremmo più deboli».

Sulla vicenda Sigonella «ci siamo attenuti ai trattati. E anche quello che abbiamo fatto con Israele, abbiamo sostenuto il governo libanese, e abbiamo a più riprese chiesto ad Israele di fermare l’escalation militare, consentire il rientro di un numero ormai esorbitante di sfollati, con la stessa franchezza abbiamo difeso il diritto delle comunità cristiane in Terra Santa, e con fermezza ancora maggiore ci siamo espressi di fronte ai fatti contro il nostro personale Unifil. Come sapete qualche giorno mi sono recata nel Golfo, nei Paesi attaccati dall’Iran, ho espresso solidarietà e vicinanza ma anche lavorato per garantire i rifornimenti, con lo stesso spirito mi ero recata in Algeria, e presto andrò anche in Azerbajan, e collaborando con i Paesi del continente africano. Le opposizioni hanno polemizzato anche su questo, parlando di fuga o passerella. Non voglio polemizzare con i politici che scrivono post mentre si trovano in vacanza in località esotiche, ma spero che sappiate che gli italiani sappiano che di fronte alla possibilità di rincari, di fronte al rischio di vedere interrotte catene di approvvigionamento e bloccare l’economia, è dovere del presidente del Consiglio garantire l’energia. Nei momenti di crisi si capisce quanto la politica estera sia importante».