Non riesce l’impresa alla Reale Mutua Fenera Chieri ’76, che al Burhan Felek Spor Salonu di Istanbul cede 3-1 al Galatasaray e vede sfumare la possibilità di conquistare la seconda Cev Cup della propria storia. Dopo il 2-3 dell’andata al Pala Gianni Asti, la squadra di Nicola Negro era chiamata a ribaltare il primo atto della finale, ma le turche hanno confermato il proprio maggiore peso offensivo e si sono prese con merito il secondo trofeo europeo più importante, chiudendo la doppia sfida con una rimonta costruita su carattere, profondità e concretezza.
L’impegno fino alla fine
Dentro una serata che valeva una stagione, le collinari hanno provato a restare aggrappate al match con ordine, applicazione e spirito di sacrificio, senza però riuscire a trovare quella continuità necessaria per spostare davvero l’inerzia della finale. In un calendario densissimo e in una cornice ambientale infuocata, Chieri ha lottato fino in fondo, pagando nei momenti decisivi la maggiore profondità del Galatasaray e la spinta di un palazzetto stracolmo, con i pochi tifosi italiani presenti isolati in un settore blindato da un massiccio cordone delle forze dell’ordine turche.
Le protagoniste
A trascinare le padrone di casa sono state Aydin, mvp, con 15 punti, Carutasu con 13 e Sylla con 9, decisive nel dare solidità e soluzioni a una squadra costruita per alzare al cielo proprio questa coppa. Dall’altra parte, alle italiane non sono bastati i 14 punti di Nemeth, i 12 di Nervini, gli 8 di Kunzler e i 9 di Alberti, chiamata ancora una volta a un lavoro prezioso al centro, anche per compensare l’assenza di Anna Gray. I nove errori al servizio e il 10-6 a muro raccontano una parte importante della differenza emersa in campo.
La partita
Il primo set, vinto da Chieri ai vantaggi per 25-27, aveva lasciato aperto uno spiraglio concreto. Anche il secondo sembrava poter portare la partita nella direzione desiderata dalle piemontesi, avanti 19-21 prima del ribaltamento turco. È lì che la finale ha cambiato volto. Il Galatasaray ha sofferto, ha reagito quando l’inerzia era sfavorevole e ha trovato la spinta per prendere in mano il match. Il doppio 25-18 del terzo e del quarto ha poi chiuso la corsa chierese e interrotto la serie di tre successi italiani consecutivi nella competizione (Scandicci, Chieri e Novara).
L’amarezza del dopo partita
Per Chieri resta quindi l’amarezza di una finale giocata con coraggio, ma anche la conferma di una dimensione internazionale stabile. Il Galatasaray, invece, legittima il successo costruito nell’arco dei due confronti e centra in pieno l’obiettivo minimo della propria stagione.
A fine gara coach Negro ha individuato con chiarezza il punto di rottura della sfida: «Abbiamo sfoggiato una grande prestazione nei primi due set. Purtroppo, per errori nostri, non siamo stati in grado di chiudere le sorti del secondo set quando eravamo in vantaggio sul 19-21. La chiave della partita è lì. Il Galatasaray è stato bravo a soffrire e a reagire quando l’inerzia era dalla nostra parte». Poi lo sguardo si è spostato subito in avanti: «Torniamo in Italia con amarezza per non aver raggiunto l’obiettivo principale della nostra stagione. Ora abbiamo dieci giorni per preparare un’altra finale, quella dei Playoff Challenge, per conquistare ancora un piazzamento europeo per l’anno prossimo».