di
Fausta Chiesa e Valentina Iorio
La «Grande Torino» del gruppo Grimaldi trasporta auto ed è ferma a largo di Abu Dhabi. Bloccati anche il rimorchiatore Saraceno Primo di Cafimar e Msc Euribia con equipaggi italiani
Tra le navi bloccate nel Golfo Persico ce n’è una battente bandiera italiana: la «Grande Torino» del gruppo Grimaldi, che trasporta auto ed è ferma a largo di Abu Dhabi, come si vede dalla mappa in tempo reale di Vessel Finder. «Complessivamente i marittimi italiani dovrebbero essere una cinquantina», spiega il professor Gian Enzo Duci, docente di Ship management all’Università di Genova. Oltre alla «Grande Torino», infatti, ci sono il rimorchiatore Saraceno Primo di Cafimar, a largo dell’Oman e Msc Euribia, a Dubai. Entrambe queste navi battono bandiera maltese, ma parte dell’equipaggio è italiano. «Nel complesso le navi ferme nel Golfo sono poco meno di un migliaio con a bordo circa 15 mila marittimi», aggiunge Duci.
La «Grande Torino»
La «Grande Torino» di Grimaldi è entrata in servizio nel 2018 e viene impiegata sulle linee fra Asia ed Europa, è la prima di sette unità gemelle commissionate una decina d’anni fa dal gruppo napoletano al cantiere cinese Yangfan di Zhoushan. La nave aveva fatto scalo in Kuwait, nel porto di Shuwaikh, e completato le operazioni commerciali ed era pronta a ripartire ma è rimasta bloccata all’inizio del conflitto. E ora staziona alla fonda di fronte alla coste di Abu Dhabi in attesa di istruzioni da oltre 40 giorni. A bordo ci sono una trentina scarsa di marittimi.
Le navi di Msc
La nave da crociera Msc Euribia era rimasta bloccata a Dubai nel porto di Rashid, dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. A bordo c’erano 563 passeggeri italiani e altri 5mila di 66 nazionalità, che sono stati tutti rimpatriati entro il 6-7 marzo. La nave è ancora ferma a Dubai in attesa che la situazione si stabilizzi e di indicazioni da parte delle autorità marittime. Secondo le rilevazioni di Vessel Finder nell’area del Golfo Persico ci sarebbero altre navi del gruppo che fa capo a Gianluigi Aponte, tra cui la portacontainer Msc Clara.
Hormuz ancora bloccato
Da quando è scattato il cessate il fuoco in Iran nessuna petroliera o nave per il trasporto di gas ha attraversato lo Stretto di Hormuz, secondo i dati di Kpler, società di tracciamento di navi globale. Solo quattro navi adibite al trasporto di carichi secchi sono riuscite ad attraversarlo.
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Teheran ha annunciato due rotte alternative per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz, citando i rischi derivanti dalle mine marine presenti in alcune zone. «Si consiglia a tutte le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz di seguire rotte alternative per garantire la sicurezza marittima ed evitare potenziali pericoli legati alle mine marine», ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane in un comunicato diffuso dai media locali. L’itinerario inbound prevede che, dal Golfo dell’Oman, ci si diriga a nord verso l’isola di Larak, per poi proseguire verso il Golfo Persico. L’itinerario outbound prevede che, dal Golfo Persico, si passi a sud dell’isola di Larak, proseguendo verso il Golfo dell’Oman.
L’agenzia di stampa statale russa Tass, citando una fonte iraniana di alto livello che ha chiesto di rimanere anonima, ha fatto sapere che l’Iran consentirà il passaggio dello Stretto di Hormuz a non più di 15 navi al giorno.
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9 aprile 2026 ( modifica il 9 aprile 2026 | 21:17)
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