di
Aldo Grasso

Il film di Garry Marshall è un «porto sicuro» dei palinsesti: non si segue per la trama, ma per ritrovare una sensazione famigliare

Rai1 ha ritrasmesso per l’ennesima volta «Pretty Woman». Il rapporto tra questo film e il piccolo schermo è un caso di studio fenomenale, quasi unico nel panorama televisivo italiano (l’altro è «Una poltrona per due»). Non è semplicemente un film trasmesso di continuo: è quello che gli esperti chiamano un «porto sicuro» dei palinsesti.

La televisione generalista vive di ripetizione e di rassicurazione. In un mondo dell’informazione frammentato e spesso ansiogeno, «Pretty Woman» agisce come un tranquillante cognitivo. Lo spettatore sa esattamente cosa succederà; questo riduce la fatica di capire e permette una visione rilassata. È il cosiddetto comfort watching: non guardi il film per scoprire la trama, ma per ritrovare una sensazione che appare familiare.



















































Il film, infatti, rielabora il mito di Pigmalione e Cenerentola, ma con una variante fondamentale: lo scambio è reciproco. Non è solo Vivian a essere «elevata» socialmente; è Edward a essere salvato dalla propria aridità emotiva. La regia pulita di Garry Marshall e la fotografia calda di fine anni ‘80 offrono un’estetica che sul piccolo schermo «buca» ancora il video. La bellezza di Julia Roberts e Richard Gere nel loro picco di divismo è una calamita visiva che resiste a qualsiasi standard di alta definizione.

«Pretty Woman» è una polizza assicurativa. È uno dei pochissimi prodotti capaci, per motivi diversi, di unire più generazioni e contribuire a creare una sorta di liturgia laica. Posizionando il film regolarmente a primavera (o durante i ponti festivi), le reti hanno addestrato il pubblico all’appuntamento. È ormai un’abitudine sociale: lo si guarda perché «è quel periodo dell’anno», alimentando discussioni sui social che a loro volta richiamano altri spettatori.

Il piccolo schermo ha trasformato un film in un oggetto di modernariato del palinsesto televisivo. P.S. Nonostante Rai1 cerchi di proteggere Stefano De Martino su Rai2 (perché? c’è un motivo che non conosciamo?) «Pretty Woman» ha raccolto più spettatori di «Stasera Tutto è Possibile». «Poi dice che uno si butta a sinistra» (Totò).

9 aprile 2026