Gli esponenti del Pd in commissione Antimafia chiedono di fissare la data per ascoltare lo stesso Delmastro
Ed è anche per questo che nel decreto di sequestro del telefono del 50enne, che custodiva sua moglie dopo il suo ingresso in carcere, si fa riferimento alla necessità di esplorare ogni contatto avuto da Caroccia stesso, «anche indirettamente», con la criminalità organizzata. Citando espressamente anche suo fratello Daniele, ristoratore come lui, coinvolto anch’egli nell’inchiesta Affari di Famiglia ma uscitone assolto.
Le loro strade, anche a causa della vicenda giudiziaria, si sarebbero definitivamente separate ma la composizione delle società di volta in volta fondate da Caroccia spingono a indagare anche su possibili ramificazioni ancora esistenti e che colleghino al clan anche «Le 5 forchette srl» di cui era socio Delmastro con la figlia 18enne del ristoratore, Miriam. La stessa Tritoni risulta in vari momenti intestataria di quote di altre società, così come la suocera e altri soggetti.
Della vicenda chiedono di occuparsi più a fondo gli esponenti del Pd in commissione Antimafia, che dopo una generica apertura della presidenza ad ascoltare lo stesso Delmastro attendono ancora la fissazione di un calendario più preciso.
Si rivolgono per questo alla premier Meloni dopo il suo discorso in parlamento sulla lotte alle mafie: «Lei ha fatto anche appelli impropri alla commissione Antimafia, pensando di tirare dentro tutti. Oltre che ipocrita, è anche inutile: le audizioni su Delmastro e la vicenda del clan Senese (come su Hydra e le sue connessioni tra criminalità e politica), le abbiamo già chieste noi e con noi gli altri gruppi di opposizione. E siamo noi che ora sollecitiamo la massima solerzia nel fissarle e fare chiarezza».
9 aprile 2026
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