di
Chiara Evangelista
Carroccio e Fratelli d’Italia contro la decisione della presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, di presentare un ordine del giorno contro l’iniziativa
Il Remigration summit, la manifestazione prevista il 18 aprile in piazza del Duomo, promossa dai Patrioti europei di cui fa parte la Lega, si farà. «Prefettura e questura mi hanno comunicato che non ci sono gli estremi per vietarlo», spiega il sindaco Beppe Sala che, seppur contrario all’evento, alza le mani: «Non posso fare altro». E se, dunque, sotto il profilo dell’ordine e sicurezza pubblica c’è il via libera alla manifestazione, il tema resta di natura politica. In Consiglio comunale si accende già la polemica, con un anticipo di quattro giorni e un centrodestra spaccato.
Il sindaco già nei mesi scorsi ha espresso la sua contrarietà all’evento: «Ogni formula che parla di remigrazione non mi trova d’accordo», ha precisato lo scorso marzo e ieri ha ribadito il suo «giudizio politico negativo» sulla manifestazione, dopo le polemiche in Aula. «Noi vogliamo rimpatriare coloro che non hanno alcun diritto a stare nel nostro paese», spiega la vicesegretaria del Carroccio, Silvia Sardone, la quale, dopo aver sottolineato «la deriva antidemocratica della sinistra», si lascia andare a una stoccata: «Ho sentito parlare di razzismo e fascismo ma l’unico che vedo è quello rosso».
L’attacco, non velato, è alla presidente dell’Aula, Elena Buscemi, che ha presentato un ordine del giorno per impegnare il sindaco e la giunta a «esprimere la ferma condanna dell’amministrazione nei confronti dell’evento». Il testo verrà discusso nel merito lunedì ma già ieri si è avuto un’anteprima dello spettacolo che andrà in scena: «La Lega gioca con le parole — precisa Buscemi —: io non autorizzo né vieto niente a nessuno. Pongo un tema politico all’Aula e chiedo che si esprima formalmente su una manifestazione che veicola messaggi in contrasto con la Costituzione». La Lega vuole replicare, ma il tempo dedicato agli interventi dei consiglieri è scaduto. Scoppia la polemica. «Fascisti», «dimettiti» grida l’opposizione alla maggioranza e alla presidente Buscemi.
La seduta si chiude, con qualche spaccatura nel centrodestra. Amir Atrous — responsabile del dipartimento cittadino immigrazione di Forza Italia — annuncia una mobilitazione parallela il 18 aprile sulle seconde generazioni. Da lontano guarda lo scenario il Pd, che commenta: «Se davvero gli azzurri vogliono contrastare i deliri della destra radicale — scrive il segretario metropolitano Alessandro Capelli —, facciano cadere Fontana e il governo». Tra due fuochi, Fratelli d’Italia per cui «togliere il diritto di parola è un delitto», commenta il capogruppo Riccardo Truppo.
La polemica non si accende solo a Palazzo Marino. Il Movimento cinque stelle al Pirellone presenterà martedì una mozione per chiedere al governatore Fontana e alla giunta di dissociarsi dall’evento. Intanto, i centri sociali milanesi hanno già annunciato che il 18 aprile accerchieranno piazza del Duomo.
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9 aprile 2026 ( modifica il 10 aprile 2026 | 09:06)
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