Sinner a Montecarlo è ancora in rodaggio 

(Gaia Piccardi, inviata a Montecarlo) «Sono un po’ cotto» ammette il campione con il cantante. Il Country Club affacciato sul tennis è il posto delle ostriche aperte fronte mare, guardando Jannik Sinner lottare per sopravvivere con Tomas Machac, prodotto della scuola Sparta Praga, nouvelle vague ceca, ma l’onda più alta è azzurra e ce l’abbiamo noi. Superato il malore, agguantati i quarti di Montecarlo, Jannik accoglie la folata quotidiana di vippame da riviera. Usain Bolt martedì dopo l’esordio sul rosso, Umberto Tozzi ieri. C’è un ufficio stampa che lo ragguaglia su nomi, cognomi, professioni: lui è quello di Gloria, Ti amo, Notte Rosa, Jan. Ma il predestinato sarebbe nato vent’anni più tardi, che vuoi che ne sappia? È gentile per contratto, stanco, aggrappato all’asciugamano al collo: «Ce la metto tutta, ma sono cotto…».

Non è stato un giovedì banale, per lui, in ufficio, nonostante le apparenze. Leggi il servizio completo.