Caro Aldo,
domenica 12 aprile si vota in Ungheria. In merito, girano sondaggi molto diversi fra loro. Quelli riportati dai quotidiani italiani danno per vincente Magyar, mentre altri (ad esempio quello dell’Istituto Nezopont sul sito hungarytoday) vedono in vantaggio Orbán. Con differenze anche di 20 o 30 punti percentuale fra i due scenari: è chiaro che o sono fake gli uni o lo sono gli altri.
A suo avviso, come finirà?
Roberto Arvedi – Ponte dell’Olio (Piacenza)

Caro Roberto,
non ho idea di come andranno le elezioni in Ungheria. È un Paese che conosco solo da turista. Posso dirle che se Orbán perderà sarà un miracolo, considerato che l’Ungheria da lui governata non può certo essere considerata una democrazia liberale, in cui gli elettori possono formarsi liberamente i propri convincimenti. Inoltre nella campagna elettorale ungherese ci sono state pesanti interferenze straniere. È inquietante che per una volta la Cina di Xi Jinping, la Russia di Putin e gli Stati Uniti di Donald Trump siano dalla stessa parte. È inaudito che il vicepresidente degli Stati Uniti vada a fare campagna in un Paese europeo. Sono cose che non si sono mai viste neanche nelle elezioni italiane del 1948, quando era in bilico la collocazione internazionale di un Paese, il nostro, che gli americani avevano liberato con il loro sangue e i loro dollari. Se Xi, Putin e Trump la pensano allo stesso modo, la ragione è evidente: si tratta di indebolire l’Europa. Orbán è il cavallo di Troia delle autocrazie eurasiatiche e dell’amministrazione Trump dentro l’Unione europea. Per questo la circostanza che Giorgia Meloni abbia sostenuto apertamente la campagna di Orbán fa venire qualche dubbio sulla sua lungimiranza politica. Un’Europa debole conviene davvero a noi italiani? E se Orbán dovesse essere sconfitto, o comunque perdesse voti, non sarebbe una piccola sconfitta anche per lei?



















































10 aprile 2026