A Forte dei Marmi una villa che rilegge la casa mediterranea tra cortili, terrazze e materiali artigianaliFoto Gionata Xerra

A Forte dei Marmi, lontano dall’immaginario rumoroso della mondanità e dei bagni extralusso, una villa privata firmata Lissoni e Casal Ribeiro racconta un’idea di abitare silenziosa, misurata, contemporanea. Un progetto nato in due tempi – la prima casa nel 2011, l’ampliamento nel 2025 – ma pensato fin dall’inizio come un unico racconto. «Non esiste una prima e una seconda casa», chiarisce Piero Lissoni. «Esiste un solo progetto. Dieci anni, per l’architettura, sono un tempo brevissimo».

La nuova villa si affianca a quella originaria, monolitica, in vetro e travertino, senza imitarla. Al contrario, ne raccoglie l’impostazione rigorosa e la rilegge attraverso un linguaggio più leggero, fatto di volumi decostruiti e superfici materiche rivestite di mattoni artigianali. Un grande pergolato metallico unisce i due edifici e tiene insieme il tutto: copertura, soglia, dispositivo climatico, segno grafico che organizza luci e ombre.

«Forte dei Marmi ha un clima intenso: sole, caldo, umidità», osserva Miguel Casal Ribeiro. «Senza ombra gli spazi esterni non sono vivibili. Da qui l’idea della tettoia a riparare terrazze e interni. È stato il punto di partenza del progetto». La superficie complessiva è di circa 400 metri quadrati, su un lotto di mille. Due piani, quattro camere, una distribuzione che ruota attorno a due corti concepite come stanze a cielo aperto, ombreggiate e da vivere tutto l’anno. «Abbiamo rovesciato il punto di vista», spiega Lissoni. «Il lotto è molto compatto. Così l’architettura è introversa, non guarda fuori, ma guarda dentro».

Al piano terra, dedicato alla zona giorno, gli ambienti si susseguono intorno alle corti come un unico open space. Grazie a grandi serramenti scorrevoli i confini tra interno ed esterno si annullano. La stessa impronta flessibile si può leggere in verticale: coperture e percorsi portano lo spazio abitabile verso l’alto. «Ogni elemento architettonico diventa anche uno spazio esterno», dice Casal Ribeiro. «Salgo, trovo una terrazza. Salgo ancora, ne trovo un’altra».

È un’idea di casa mediterranea filtrata da un controllo sartoriale: allineamenti precisi, dettagli su misura, superfici materiche con tutte le loro irregolarità. Negli interni i bianchi e i toni neutri contrastano nettamente con legni molto scuri. Al piano terra il cotto artigianale posato a spina di pesce dialoga con profili in legno e metallo; al piano superiore, il rapporto si inverte con pavimenti in legno resinato scuro e pareti chiare.

Lissoni è scettico nel parlare di minimalismo. «Le etichette lasciano il tempo che trovano», taglia corto. Il punto, piuttosto, è nei materiali. «Sono artigianali, volutamente imperfetti», osserva Casal Ribeiro. «È questo che scalda e rende vive le forme più essenziali». Lissoni lo definisce un metodo: «Una pratica di errori controllati che porta a un’eleganza discreta».

A Forte dei Marmi una villa che rilegge la casa mediterranea tra cortili, terrazze e materiali artigianaliFoto Gionata Xerra

A sorpresa, nelle corti irrompe il colore delle ceramiche smaltate blu e verdi. Si tratta di un omaggio alle ville della zona, agli edifici Liberty e modernisti immersi tra le pinete. «Qui, nel Novecento, c’è stata una stagione di grande architettura», ricorda Lissoni. «Aldo Rossi, la casa di Enrico Galassi per l’artista Alberto Savinio… Poi, negli ultimi decenni, una caricatura della Toscana. Riuscire a fare un tetto piano al posto di quello classico con i coppi è stata una battaglia durissima».

Non solo casa di vacanza, l’abitazione è pensata per essere vissuta in ogni stagione. «Che ci si viva solo d’estate o tutto l’anno, poco importa», dicono i due architetti. «Le case che disegniamo», precisa Lissoni, «non sono mai over-designed: non aggiungiamo, non interpretiamo. Sono spazi neutri che la vita poi abiterà». Questa l’idea: un’architettura che non si impone e non si esibisce. «La bellezza», conclude Lissoni, «per me è silenziosa».

A Forte dei Marmi una villa che rilegge la casa mediterranea tra cortili, terrazze e materiali artigianaliFoto Gionata Xerra

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