di
Chiara Baldi
Lo sfogo del segretario di Sinistra per Israele dopo il voto dei dem in direzione metropolitana a Milano
Emanuele Fiano è in rotta di collisione con il partito di cui fa parte dalla sua fondazione, il Partito Democratico. Il segretario di Sinistra per Israele e ex parlamentare dem – lo è stato fino al 2022 quando, candidato in un listino uninominale a Milano, perse la sfida contro la meloniana Isabella Rauti – ha scritto un lungo post su Facebook in cui ha aspramente criticato la decisione del Pd milanese di votare, in direzione metropolitana, la cancellazione del gemellaggio con Tel Aviv (proposta dalla capogruppo dem a Palazzo Marino Beatrice Uguccioni).
«Bravi complimenti vi siete messi il cuore in pace così! Mentre a Tel Aviv da tre anni centinaia di migliaia di persone hanno chiesto la fine della guerra a Gaza prima e ora in Iran e Libano, hanno manifestato contro Netanyahu e i suoi ministri razzisti e reazionari e tutte le loro scelte, hanno manifestato per i diritti dei palestinesi, contro l’occupazione della Cisgiordania e le violenze disumane dei coloni contro i palestinesi, hanno manifestato i giovani che si rifiutano di servire l’esercito, e i giovani che sfilano con le foto dei bambini palestinesi uccisi», ha scritto l’ex consigliere comunale di Milano. E ha aggiunto: «Voi interrompete il legame con tutta Tel Aviv, anche quella che lavora senza tregua per la pace e contro la guerra da sempre. È un’idea geniale, di alta politica, utilissima alla pace. È un classico della semplificazione manichea, da una parte sta solo il male, dall’altra il bene. E con la prima parte bisogna recidere ogni rapporto».
Mentre, in occasione di un premio giornalistico, sta per partecipare a un dibattito con un palestinese di Gaza al campo di concentramento di Fossoli – dove il padre Nedo fu internato e sopravvisse, unico della sua famiglia – Fiano risponde al Corriere: «Sono amareggiato per questo voto, per me ci sono cose che nella vita contano enormemente: una è la coerenza. Io non ho mai smesso di dire ciò che era giusto o sbagliato, su Israele e Palestina lo faccio da quasi 50 anni. Ma sospendere il gemellaggio con una città che esprime il massimo della solidarietà verso i palestinesi la ritengo una follia manichea e populista».
Ironizzando con la decisione del suo partito, Fiano definisce il voto della direzione metropolitana milanese come «un grande contributo alla pace, nel giorno in cui 600 cattedratici israeliani denunciano firmandosi, la violenza dei coloni che vogliono cacciare i palestinesi dalla Cisgiordania in barba a qualsiasi diritto nazionale e internazionale o anche a qualsiasi principio di umanità». Ricordando i tempi in cui frequentava il Pci milanese e poi il Pds che «organizzavano incontri con la sinistra israeliana e quella palestinese e addirittura viaggi in Israele e Palestina per capire, per conoscere, per studiare ( parola ormai desueta ) e per farsi protagonisti del dialogo».
Oggi, invece, accusa Fiano, «mai visto niente del genere nel Partito. Mai visto chiedere a chi questa storia terribile la frequenta da decenni, un contributo, mai visto aprire una discussione». Quindi, la stoccata: «Come mai non chiedete l’interruzione del gemellaggio con Chicago negli Usa, visto il comportamento di Trump? E come mai non chiedete di cancellare il gemellaggio con San Pietroburgo visto il comportamento di Putin?».
Da qui, l’amara conclusione con la decisione di uscire dal partito di cui è stato parte dalla sua fondazione: «È veramente difficile se non impossibile rimanere in un Partito così».
10 aprile 2026 ( modifica il 10 aprile 2026 | 16:57)
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