Le azzurre a margine del doppio successo sul Giappone all’esordio in Billie Jean King Cup: “Siamo molto contenti di queste due vittorie. Ora focalizzate per il doppio di domani. E’ tutto ancora aperto”

10 aprile – 18:43 – VELLETRI (ROMA)

La gioia di giocare in casa, la tensione iniziale, il primo match sulla terra rossa, l’importanza del 2-0. Questi i temi del venerdì di Billie Jean King Cup a Velletri, dove Cocciaretto e Paolini hanno vinto i loro singolari. L’Italia è 2-0 sul Giappone, domattina primo match point con il doppio, alle 11. “C’era un po’ di tensione: si gioca per l’Italia, in casa”, spiega Paolini. “Nella prima parte ho avuto qualche difficoltà, ma alla fine ho giocato un buon match. La prima partita sulla terra rossa non è mia facile, poi nel corso della partita ho iniziato a muovermi meglio, ad adattarmi”. Conferma Cocciaretto: “Sono arrivata domenica dagli Stati Uniti: avevo già iniziato sulla terra, ma su terra verde, che è diversa. Ho cercato di arrivare il prima possibile proprio per questo, per abituarmi. Ci siamo allenate molto bene: stare in gruppo aiuta. Per me era anche la prima volta in casa, non mi era mai capitato: è stata un’emozione molto grande. Si è vero la tensione iniziale, ma bisogna accettare i momenti, stare sul proprio gioco, essere cinici quando conta”. La capitana Tathiana Garbin tiene alta, altissima, la concentrazione su domani: “Siamo molto contenti di queste due vittorie. Ma sappiamo come funziona questa competizione: serve essere focalizzati per il doppio di domani. E’ tutto ancora aperto”.

la squadra e il pubblico—  

Giocare per la maglia azzurra dà carica, il gruppo trasmette fiducia, ma è anche una responsabilità spiega Paolini: “Sicuramente c’è un po’ più di responsabilità. All’inizio, soprattutto nei primi anni, facevo più fatica a trovare il giusto equilibrio tra il lasciarmi andare in campo e il tenerci così tanto, per il pubblico e tutta la panchina. Negli ultimi anni, però, ho trovato più stabilità e sono contenta di riuscire a esprimermi bene anche qui”. Questa è una settimana diversa: “Nei tornei siamo sempre con il nostro team, quattro o cinque persone, mentre qui siamo molti di più, una ventina. Ma è bello: siamo una grande squadra, stiamo insieme. È più movimentato, ma anche più divertente”. Il pubblico di Velletri, oggi in tremila sugli spalti, ha spinto le azzurre: “Siamo fortunati a vivere questo momento del nostro tennis. Mi sento davvero fortunata di poter dare il mio contributo, portando in campo anche i miei valori: divertirmi, giocare con gioia. Vedere gli spalti pieni è sempre qualcosa di speciale”.

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tennis ma non solo—  

Cocciaretto meno di una settimana fa è andata vicinissimo da battere Pegula a Charleston: ha perso al terzo set dopo più di due ore, sprecando un vantaggio di 4-1. Ma quella sconfitta, in realtà, è stata di slancio: “Mi ha lasciato soprattutto la voglia di fare meglio. Altre volte, come dopo la partita con Gauff a Miami, mi era rimasto più rammarico. Stavolta, invece, mi ha dato proprio la motivazione di fare meglio per batterla”. Tennis, ma non solo. Cocciaretto sta studiando Giurisprudenza: “Prima di Miami ho dato la prima parte di Giustizia Amministrativa, quando tornerò sosterrò la seconda. Poi mi restano otto esami per laurearmi: siamo a buon punto, anche se ci sono le quattro procedure che sono difficili. Spero comunque di riuscire a laurearmi in un paio d’anni. Non la vivo come un peso: anzi, mi aiuta a staccare un po’ dall’ambiente del tennis e a completarmi come persona. Certo, anche quando devo sostenere un esame sono molto tesa (risata)”.