di
Natalia Distefano
Dal13 aprile su Canale5 torna la serie tv ambientata nel quartiere romano di Garbatella. Dodici episodi con un cast aggiornato: Ocone, Filippi e Memphis si aggiungono a Mattioli, Fremont, Branciamore, Centioni, Russo, Alvigini
A Roma c’è una geografia dei sentimenti che ha ancora il perimetro dei lotti popolari del quartiere Garbatella, tra il rumore di sedie e tavolini trascinati sul marciapiede e quello delle battute masticate tra un bicchiere di vino e un caffè corretto sul grande bancone della bottiglieria più famosa della tv: quella de «I Cesaroni», pronta a rialzare la saracinesca lunedì 13 aprile su Canale 5 per la settima edizione della fiction, stavolta sottotitolata – a buona ragione – «Il ritorno». Perché arriva a vent’anni dalla prima puntata, nel 2006, e a dodici dall’ultima della sesta serie, nel 2014.
Al centro della scena c’è sempre Giulio Cesaroni, ovvero Claudio Amendola, che della serie è ora anche regista: «Nonostante la lunga assenza, questa famiglia allargata e sgangherata continua a occupare un posto speciale nel cuore degli spettatori. Anzi, grazie alle piattaforme digitali che trasmettono le vecchie stagioni, è diventata un vero fenomeno di culto. L’affetto del pubblico ci ha convinti a riportare sullo schermo i Cesaroni», ha detto ieri Amendola in occasione del lancio della serie (una coproduzione RTI-Publispei scritta da Giulio Calvani, Federico Favot e Francesca Primavera, prodotta da Verdiana Bixio).
La molla che ha fatto scattare l’operazione? «Alla stazione Termini per Natale si allestisce un albero dove chiunque può lasciare i suoi desideri – ha raccontato l’attore romano – ed è lì che per caso il mio aiuto regista, Alessandro Vanza, ha trovato una letterina. Diceva: “Caro Babbo Natale, portami la settima stagione dei Cesaroni”. Impossibile resistere». Il risultato sono dodici episodi che si aprono con la crisi della bottiglieria dei fratelli Giulio (Amendola) e Augusto (Maurizio Mattioli), che a corto di soldi vende le sue quote a Livia, nuovo personaggio interpretato da Lucia Ocone. L’attrice, insieme a Ricky Memphis, è una delle novità del cast, che da un lato ritrova Matteo Branciamore (Marco), Ludovico Fremont (Walter), Niccolò Centioni (Rudi), Federico Russo (Mimmo), Elda Alvigini (Stefania), dall’altro accoglie una nuova generazione di talenti: «La scelta è caduta su attori bravissimi, senza tessere di appartenenza ad alcun “circolino”», ha voluto precisare Amendola.
Sono Marta Filippi, Valentina Bivona, Pietro Serpi, Andrea Arru nel ruolo di Olmo, un ragazzo neuro divergente, e Chiara Mastalli che interpreta sua madre, Ines. «Lo spettro dell’autismo è un argomento delicato che abbiamo voluto affrontare nello stile Cesaroni, perché crediamo sia giusto che entri nelle famiglie italiane e accenda una riflessione sana – ha spiegato il regista -. D’altronde i Cesaroni hanno sempre saputo affrontare con ironia anche gli argomenti più spinosi». Di certo ha rotto lo stereotipo della famiglia tradizionale: «Io sono cresciuto in una famiglia allargata e ho imparato che quello che conta è l’affetto che una famiglia riesce a dare, non il grado di parentela. Tantomeno il genere. Ammiro le famiglie tradizionali tanto quanto quelle arcobaleno. Purchè ci sia amore».
Nella serie anche due camei: Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi, nei panni di loro stessi. E una «ferita dolorosa»: l’assenza di Antonello Fassari, scomparso nel 2025. «Quando abbiamo iniziato a lavorare alla serie lui era ancora con noi, poi è cambiato tutto, mi manca terribilmente. Tutto questo lo dedico a lui», ha concluso commosso Amendola.
10 aprile 2026 ( modifica il 10 aprile 2026 | 18:29)
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