di
Davide Stoppini

I giallorossi hanno vita facile all’Olimpico contro i nerazzurri, ormai condannati alla retrocessione

Tanto tuonò che piovve. Siamo alla resa dei conti, altro che tranquillo venerdì di campionato. Sì, la Roma in campo ha fatto quel che doveva: Pisa battuto 3-0 con la tripletta di Malen e segnale Champions mandato, in attesa delle risposte di Juve (con l’Atalanta) e Como (con l’Inter). Ma il rumore dei colpi di Claudio Ranieri, senior advisor dei Friedkin, in direzione Gian Piero Gasperini è stato enorme e ha cancellato la partita. I rapporti tra i due sono pessimi ed è storia nota, complici le continue accuse del tecnico ai dirigenti sul mercato (e non solo). L’ultima goccia, la conferenza stampa di due giorni fa, in cui Gasp ha messo nel mirino il modus operandi della proprietà: «Sono arrivati 30 giocatori in due anni. Meglio prenderne meno, ma come Malen e Wesley».

L’appunto non è andato giù a Ranieri, che ha aperto il rubinetto. Primo colpo, a ridimensionare il rimpallo su responsabilità sugli acquisti: «Non c’è stato un giocatore arrivato qui che Gasperini non abbia approvato o di cui non fosse a conoscenza, tutti visionati e approvati da me e da lui. Troppo facile dire solo Malen e Wesley. Si è perso del tempo dietro a Sancho (richiesto dal tecnico, ndr). Abbiamo perso occasioni importanti, alcuni giocatori non piacevano all’allenatore». Secondo colpo, a parare il pensiero di Gasp sulla scarsa presenza di Ranieri a Trigoria: «Da senior advisor intervieni quando vieni interpellato dalla società. Io sono senior advisor della proprietà, non dell’allenatore». Il terzo, il più pesante: «La scorsa estate avevamo stilato una lista di 5-6 allenatori, tre non sono venuti (Fabregas, Pioli e Farioli, ndr) poi la società ha preso Gasperini (di fatto considerato la quarta scelta, ndr). Lo abbiamo chiamato per fare quello che aveva fatto con l’Atalanta. E abbiamo cercato di dargli una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions».



















































Il quarto colpo, il definitivo: «Il futuro? Ne parleremo a fine stagione. Se mi continuerà a piacere questo ruolo, io sarò qui. Se non sarò interpellato me ne andrò, non faccio il garante di nessuno. Io amo la Roma, mi sono fatto da parte come allenatore e sarò pronto a farlo anche come senior advisor». Che è come dire: o resto io, o va via Gasperini. Che a fine partita ha replicato provando a dribblare: «Con Ranieri ci vedremo la prossima settimana, non ci sono mai stato screzi con lui. Le sue parole? Io sono felice del 3-0 e della nostra classifica. Ma lasciamo stare i paralleli con l’Atalanta, che è stata brava sia con i giovani che con i meno giovani. Ed è stata competitiva fin da subito». Preparare i popcorn, ne vedremo ancora delle belle.

10 aprile 2026 ( modifica il 10 aprile 2026 | 23:19)