La corsa all’Europa che conta sarà decisiva per il mercato: Pulisic senza la massima competizione europea saluta, e occhio anche ai giovani come Bartesaghi…

11 aprile – 07:41 – MILANELLO (VARESE)

O Champions o morte. Ok, è un tantino esagerato. Ma i continui rimandi di Massimiliano Allegri – quasi fosse un mantra – al ritorno del Milan nell’Europa che conta hanno più che un fondamento. Non è soltanto questione di prestigio o di soddisfazione personale. Il futuro prossimo del Diavolo, infatti, passa anche e soprattutto dal piazzamento nelle prime quattro dell’attuale Serie A. E il perché è facilmente intuibile: due anni senza gli introiti garantiti dalla Champions peserebbero moltissimo. Non solamente sul bilancio – il Milan ha comunque conti in ordine e riserve ben più che sufficienti a coprire le eventuali perdite – ma pure sul mercato rossonero. 

acquisti—  

Partecipare al massimo torneo continentale porterebbe nelle casse del club un gettito di decine e decine di milioni (tra i 60 e i 70 volendo fare una stima approssimativa). Soldi che servirebbero (anche) per rendere più competitiva la rosa, magari finanziando (in parte) l’arrivo di un grande centravanti e di un difensore titolare o semplicemente permettendo di alzare il tetto degli ingaggi, per esempio tesserando parametri zero di lusso alla Goretzka, profilo ricercatissimo per il centrocampo. Il tedesco del Bayern Monaco sceglierebbe il Milan se non giocasse in Champions? Il dubbio è più che legittimo. Mentre l’interrogativo non si porrebbe nemmeno nel caso di Robert Lewandowski: il bomber polacco, che di recente ha aperto una porta al club di via Aldo Rossi, dovesse restare in Europa, vorrebbe di sicuro prendere parte alla vetrina più importante. Un Milan fuori dalla Champions non avrebbe la stessa attrattiva per il polacco. 

Ambizioni—  

Fin qui le considerazioni sul mercato in entrata, ma l’esclusione dall’Europa più ricca potrebbe avere controindicazioni anche sulla permanenza di chi è già vestito di rosso e nero. Prendiamo Christian Pulisic, 27 anni e un contratto che reca data di scadenza 2027 (2028 se venisse attivata l’opzione a favore del Diavolo): l’americano, nel pieno della carriera e senza ancora aver firmato il rinnovo, accetterebbe di restare a Milano di nuovo senza la Coppa più importante? Il discorso si può estendere alle altre stelle della squadra, da Rafa Leao a Luka Modric. Ecco, il croato sarebbe felice – a 41 anni da compiere a settembre – di chiudere la carriera senza partecipare al torneo che ha vinto da protagonista ben sei volte? Anche qui, le perplessità sarebbero più che giustificate. 

Rosa larga, ma…—  

 Ammettendo pure che non ci siano scontenti, un Milan fuori dalla Champions sarebbe comunque più “attaccabile” sul mercato dalle altre big. Anche qui, il perché è facilmente spiegabile: per comprare, i rossoneri dovrebbero vendere. Un po’ quello successo nell’ultima estate, quando il Diavolo ha sì investito in tripla cifra, ma pure ceduto cospicuamente. La differenza sostanziale? Nel 2025, il Milan sapeva che non avrebbe disputato le coppe europee, mentre oggi con un quinto posto, per esempio, giocherebbe l’Europa League. Il che obbligherebbe i dirigenti di via Aldo Rossi ad ampliare comunque la rosa, attualmente un po’ scarna per reggere il doppio impegno settimanale. E allora, non dovessero partire big, occhio anche a giovani come Bartesaghi, la cui cessione garantirebbe una corposa plusvalenza. 

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Complicazione—  

Senza contare la scomodità di giocare il giovedì: negli ultimi cinque anni, a eccezione del Leverkusen (stagione 2023-24), nessuna squadra che ha vinto uno dei primi cinque campionati del continente ha disputato in contemporanea l’Europa League o la Conference. Forse è solamente un caso, forse no. Il Milan preferirebbe non sperimentare sulla propria pelle se sia vero o meno. Per evitarlo, basta mantenere il vantaggio su Juventus, Como e le altre inseguitrici negli ultimi sette turni di Serie A.