di
Paolo Foschini
È un ratto gigante africano, tecnicamente. In pratica è un piccolo marsupiale he si chiama Magawa e in Cambogia gli hanno appena dedicato una statua dopo averlo premiato già anni fa per la sua carriere di topo «sminatore». Il lavoro della ong belga Apopo che grazie a questi animali ha rimosso complessivamente oltre 106 mila ordigni in numerosi Paesi
Tecnicamente si tratta di un ratto gigante africano. Un piccolo marsupiale. Se lo incrociassimo lo chiameremmo probabilmente grosso topo e basta. Senonché questo ha un nome preciso, si chiama Magawa, e anche un mestiere per il quale in Cambogia gli hanno appena fatto un monumento. Ha consentito di disinnescare, grazie al suo formidabile olfatto, cento tra mine antiuomo e bombe inesplose: un record anche tra i suoi colleghi – i ratti sminatori esistono veramente e sono adoperati con più frequenza di quanto si immagini – che complessivamente corrisponde alla bonifica di 140 mila metri quadrati di terreno, oggi divenuti sicuri per essere coltivati o per viverci. La statua dedicata a Magawa, scolpita in pietra da artisti locali, è stata inaugurata nella città di Siem Reap il 4 aprile, in concomitanza con la Giornata internazionale per la sensibilizzazione sul pericolo delle mine.
Il monumento al «Topo eroe» colma in realtà una mancanza di oltre sei anni visto che il primo riconoscimento ufficiale all’incredibile carriera di Magawa gli era stato assegnato già nel 2020 da parte dell’organizzazione britannica per veterinari Pdsa che aveva conferito a Magawa la “Medaglia al Valore” per il lavoro da lui svolto in una carriera di 5 anni iniziata in Africa nel 2016.
Il dramma delle mine antiuomo e delle bombe che rimangono inesplose nel terreno dopo le guerre riguarda molti Paesi, dove gli ordigni possono restare silenziosamente in agguato anche per decenni salvo uccidere e mutilare soprattutto bambini, che vedono strani oggetti metallici tra l’erba e li scambiano per giocattoli.
Addestrati a fiutare le mine antiuomo da una ong belga chiamata Apopo, i Ratti Eroi sono stati inizialmente impiegati in Mozambico , la prima Nazione dall’inizio del XX secolo ad essere dichiarata libera dalle mine. La più recente è stata la Croazia. Nel corso delle attività di Apopo, i ratti che l’azienda impiega hanno individuato in sicurezza oltre 106 mila mine. Pur essendo tra i ratti più grandi al mondo, sono troppo piccoli per innescare l’esplosione delle mine e sono quindi più sicuri degli esseri umani e dei cani.
Un ratto eroe Apopo come Magawa può perlustrare l’area di un campo da tennis in 30 minuti, un’impresa che un essere umano con un metal detector impiegherebbe fino a quattro giorni a compiere.
Il dottor Ly Tuch, primo vicepresidente dell’Autorità cambogiana per lo sminamento e l’assistenza alle vittime, ha sollevato il velo che copriva la statua e ha pronunciato un discorso che non sarebbe stato fuori luogo in una cerimonia di conferimento della Medaglia d’Onore.
«Davanti a noi si erge Magawa, una piccola creatura, eppure colei che ha cambiato il terreno sotto i nostri piedi», recitava il discorso tradotto. «Per anni, la Cambogia ha convissuto con una terra di cui non ci si poteva fidare. I campi nascondevano pericoli. I sentieri erano pieni di incognite. Le famiglie misuravano ogni passo. Ma Magawa si muoveva in quel territorio con calma e precisione. Dove altri vedevano un rischio, lui trovava ciò che era nascosto. Dove persisteva la paura, contribuiva a ripristinare la fiducia. Grazie al suo lavoro, sono state bonificate più di 100 mine antiuomo e residui di esplosivo».
“Ogni rilevamento significava uno spazio che tornava a vivere. Ogni area bonificata significava bambini che camminavano in sicurezza, agricoltori che lavoravano liberamente, comunità che ricostruivano senza esitazione. Questo è il vero significato dell’azione contro le mine. Si tratta di ripristinare la vita normale. Si tratta di dignità. Si tratta di restituire alle persone il loro futuro.”
“La statua che inauguriamo oggi non è solo un oggetto di design. Porta con sé un messaggio: anche il più piccolo attore può lasciare un segno indelebile.”
10 aprile 2026
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