UN ANNO DI SCUOLA. Nelle sale

Vi sarete forse imbattuti, da ragazzi, nel delizioso romanzo Un anno di scuola di Giani Stuparich, pubblicato nel 1929 ma ambientato nella Trieste di dieci anni prima, subito dopo la conclusione della Prima guerra mondiale, educazione sentimentale di una piccola comunità di ragazzi tra professori e militari. Il libro racconta l’avventura umana di Edda Marty, prima studentessa di un liceo ginnasio italiano. La storia di Edda fu un esempio di emancipazione, pietra miliare per la riscossa femminile. Laura Samani sposta la vicenda al 2007, ma tiene ben saldi i temi di Stuparich: i giovani smarriti sulla soglia dell’età adulta, la paura di affrontare un domani nebuloso e persino minaccioso, l’enorme bisogno d’affetto, l’ostilità del mondo, le piccole e grandi miserie della provincia italiana. Protagonista, una diciottenne svedese, Fredrika detta Fred (Stella Wendick), che seguendo il padre, tagliatore di teste per una multinazionale, si trasferisce nella Trieste selvatica e ventosa e passa l’ultimo anno delle superiori in un istituto tecnico interamente maschile: passo necessario per poi iscriversi alla facoltà di architettura a Firenze. Un gesto di coraggio, anche perché la ragazza, intelligente e secchiona, conosce l’italiano così così. Per contrappeso, è empatica, avida di vita, curiosa, appassionata. 

L’approccio con la nuova realtà è da brividi.
Intrappolata tra bulletti, seduttori da strapazzo e compagne invidiosette, Fred subisce un’umiliazione pubblica. Derubata dei vestiti dopo la piscina, è costretta a tornare a casa con il solo accappatoio indosso. La società maschilista cerca un contatto con la nuova arrivata. Lo fa in malo modo, con gli strumenti (pochi) di cui dispone. Fred diventa, a seconda dei punti di vista, l’amica esotica da conquistare, la preda da inseguire, la donna ideale da proteggere. Tutti vorrebbero mettere il trofeo in bacheca ma sono tre i compagni di classe che si mostrano davvero interessati alla nuova arrivata: il sognatore Antero (Giacomo Covi), che avrebbe ambizioni letterarie ma è destinato a un avvenire da perito edile, il dongiovanni malinconico Pasini (Pietro Giustolisi), segnato dalla morte del fratello, e il ruvido Mitis (Samuel Volturno) che vive già un’effimera storia d’amore. Tutti sono alla ricerca di un‘identità, tutti vogliono capire la direzione verso la quale incamminarsi.

Fred intercetta gli stati d’animo dei compagni e alza il livello delle loro riflessioni. Vuole farsi accettare, prende comportamenti da ragazzo e alla fine entra nella banda. «Lei è come un maschio», la difende il severo Mitis dagli attacchi delle amiche inviperite che vedono in lei un’intrusa. Intanto nasce un tenero idillio con Antero che rompe tutti gli equilibri del gruppo, scontrandosi con le gelosie e il senso del possesso di chi, a torto o a ragione, vorrebbe Fred tutta per sé. Samani, che ha studiato a Trieste, descrive il difficile cammino di una donna che aspira ad emanciparsi e si trova a far fronte al desiderio maschile. Usa uno stile moderno ed efficace. Incolla la cinepresa ai suoi attori, sfruttando gli scorci post-moderni di una Trieste che è complice suadente del patatrac. Alla fine, come nel romanzo di Stuparich, si delinea un suggestivo coming of age incorniciato dallo sguardo nordico-botticelliano di Stella Wendick, una rivelazione, e glorificato dall’armonia con i compagni di scena maschi. Il film è stato presentato a Venezia 2025 e Giacomo Covi ha vinto il premio Orizzonti per il suo intenso Antero. 

UN ANNO DI SCUOLA di Laura Samani 
(Italia-Francia, 2025, durata 102’, Lucky Red) 

con Stella Wendick, Giacomo Covi, Pietro Giustolisi, Samuel Volturno, Magnus Krepper, Silvia Gallerano 
Giudizio: 3,5 su 5 
Nelle sale