Rimini, 11 aprile 2026 – È un’inchiesta per omicidio colposo quella aperta dalla Procura di Rimini dopo la morte di Matteo Brandimarti, 12 anni, originario di San Benedetto del Tronto, rimasto incastrato nella vasca idromassaggio di un hotel a Pennabilli la mattina di Pasqua.

Il fascicolo, inizialmente aperto per lesioni gravissime, è stato aggiornato dopo il decesso del ragazzo, avvenuto all’ospedale Infermi di Rimini, dove giovedì è stata dichiarata la morte cerebrale al termine delle sei ore di osservazione previste. I genitori, papà Maurizio e mamma Nicoletta, hanno autorizzato l’espianto degli organi. Le operazioni sono in corso.

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Un'immagine di Matteo Brandimarti assieme a papà Maurizio e alla madre Nicoletta durante una vacanza passata

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L’inchiesta dei carabinieri: in arrivo i primi indagati

L’indagine è affidata ai carabinieri della compagnia di Novafeltria, coordinati dal pubblico ministero Alessia Mussi. Al momento non risultano persone formalmente indagate, anche se non è da escludere che nelle prossime ore gli inquirenti possano procedere all’iscrizione dei primi nomi L’obiettivo è chiarire cosa abbia causato il risucchio. La struttura coinvolta è l’hotel Duca di Montefeltro, dotata di un centro benessere con vasca idromassaggio profonda circa un metro.

Foto di Matteo Brandimarti presa da Facebook
Cosa è successo a Matteo Brandimarti

Secondo la prima ricostruzione, una gamba del 12enne sarebbe stata risucchiata da un bocchettone di aspirazione, impedendogli di riemergere e lasciandolo sott’acqua per diversi minuti. L’impianto è stato posto sotto sequestro già nelle ore successive all’incidente. Gli accertamenti tecnici riguarderanno in particolare il sistema di aspirazione, la presenza e l’efficienza delle griglie di protezione, la potenza del risucchio e lo stato di manutenzione dell’intera struttura. Saranno valutati anche i dispositivi di sicurezza previsti dalla normativa per impianti di questo tipo. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e documentazione tecnica.

Una foto di Matteo Brandimarti dal profilo Facebook della madre Nicoletta
Investigatori a caccia di anomali o guasti

Fondamentale sarà stabilire se vi siano state anomalie, guasti o carenze nei sistemi di sicurezza tali da provocare un effetto di aspirazione anomalo e prolungato. Ancora da sciogliere il nodo riguardante l’autopsia, sulla quale dovrà decidere la Procura di Rimini.

Ad assistere la famiglia è l’avvocato Umberto Gramenzi del foro di Ascoli Piceno. “La vicenda è ancora tutta da approfondire – chiarisce il legale -. Dal punto di vista giudiziario, si procederà con la qualificazione giuridica del fatto, inizialmente iscritto come lesioni personali gravissime, che verrà ricondotto a omicidio colposo nei confronti dei responsabili che la Procura della Repubblica di Rimini sta individuando. Per quanto riguarda la nostra situazione, siamo profondamente dispiaciuti. Ora si attende il funerale e la degna sepoltura del ragazzo; per quanto riguarda invece la vicenda giudiziaria, sarà la Procura a muoversi e a stabilire i prossimi passi”.