di
Enrica Roddolo

Ieri a Londra dagli atti all’Alta Corte era scaturita la citazione per diffamazione del principe, in dissenso con Sophie Chandauka, presidente di Sentebale

«E’ incredibile che charitable funds, somme destinate a operazioni benefiche, siano ora impiegate per perseguire un’azione legale diretta contro le stesse persone che hanno costituito e sostenuto quelle fondazioni benefiche per quasi 20 anni». Non si è fatta attendere la replica del principe Harry alle accuse di diffamazione depositate all’Alta Corte di Londra.

Harry, il duca di Sussex è stato citato dalla charity Sentebale in base a quanto rivelato ieri a Londra dall’Alta Corte. L’ultimo affronto per il figlio cadetto di re Carlo III che l’estate scorsa si era detto «devastato» dalla battaglia con Sophie Chandauka, presidente di Sentebale. L’atto sarebbe stato depositato un mese fa, e coinvolgerebbe non solo il principe Harry ma anche l’amico Mark Dyer. 



















































E il principe, duca di Sussex e quinto nella linea di successione al trono britannico, ha subito affidato al suo portavoce una decisa risposta aggiungendo che «categoricamente rigetta accuse tanto offensive e dannose».

Era l’agosto 2025 e per il principe arrivava l’amarezza di una nuova sconfitta: un’indagine della charity commission aveva dato torto a Harry in disaccordo con la presidente della charity Sentebale riconoscendo a entrambi le parti il torto di aver fatto esplodere tanto da renderla pubblica una disputa interna. Pur avendo escluso che il principe avesse mai bullizzato Sophie Chandauka, presidente di Sentebale

L’inizio di un doloroso percorso di rancore per il principe che aveva voluto la fondazione benefica il cui nome significa «Non scordarti di me», in memoria della madre scomparsa nell’incidente d’auto a Parigi nell’agosto 1997. 

«È con il cuore pesante – aveva dichiarato Harry con il principe Seeiso – che diamo le dimissioni dal ruolo di patroni a tempo indeterminato». In aperto disaccordo con Chandauka alla guida dell’associazione fondata da Harry assieme al principe del Lesotho per aiutare bambini e adolescenti nell’Africa meridionale con HIV, Aids che aveva accusato i fiduciari della charity di «misoginia e abuso di potere».

Harry si era detto «devastato» da quello che vede come un «takeover ostile». Insomma lo scippo di un progetto che aveva coltivato da anni. Era proprio un anno fa, in questi giorni, quando il principe Harry aveva dato le dimissioni dall’ente benefico creato nel 2006 in memoria della madre Diana.

11 aprile 2026 ( modifica il 11 aprile 2026 | 11:24)