di
Erica Dellapasqua
Vespa e Provenzano dopo il botta e risposta a Porta a Porta. Il conduttore: «Il Pd non è abituato a trattamenti come il nostro, la mia correttezza l’ho dimostrata prima che il deputato nascesse»
«Trovo gravissimo che il Pd abbia chiesto alla Rai di sanzionarmi. La mia correttezza professionale l’ho dimostrata molto prima che Provenzano nascesse». Bruno Vespa, dopo lo scontro nella sua trasmissione Porta a porta con il deputato Pd Peppe Provenzano che lo aveva accusato di parzialità e ironizzato su un posizionamento del giornalista in area centrodestra, torna sul punto e ribadisce: «E’ gravissimo insinuare questa mia posizione considerato che ho dato più spazio al Partito democratico che qualunque altro spazio tv, e che in altri contesti il Pd è abituato a ben altra rappresentazione». Insomma, precisa, «noi siamo stati e siamo in assoluto i più corretti».
Lo scontro si è consumato nella puntata andata in onda giovedì 9 aprile e il video del botta e risposta, serrato, è diventato subito un caso anche politico.
Era in corso un confronto tra Provenzano e Lucio Malan, capogruppo FdI al Senato, quando è intervenuto Vespa. «Prima ha parlato, adesso lasci parlare», ha detto il conduttore rivolgendosi al deputato dem. «Stavamo interloquendo dottor Vespa, è legittimo, siamo in uno studio democratico», la risposta del responsabile esteri del Pd. Il conduttore, indicando la sua poltrona, ha chiesto allora a Provenzano: «Vuole venire al posto mio?» E il deputato dem: «Ci mancherebbe, non lo farei mai. Forse dovrebbe sedersi da quella parte», ha aggiunto, indicando lo spazio del centrodestra. A quel punto Vespa ha reagito: «Questo non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare. Adesso stia zitto, lasci parlare gli altri per favore».
Le reazioni
Subito le reazioni. I componenti del Partito democratico in commissione di Vigilanza Rai hanno chiesto «alla Rai, azienda del Servizio pubblico, una netta presa di distanza dai toni inaccettabili e sproporzionati usati da Vespa, che minano il ruolo imparziale della trasmissione. Comprendiamo il nervosismo nel governo dopo l’esito del referendum, ma non è accettabile da chi ricopre un ruolo nel servizio pubblico», hanno concluso i dem. Fratelli d’Italia ha fatto quadrato attorno al conduttore, «baluardo indiscusso di pluralismo» nelle parole di Augusta Montaruli. Mentre l’Usigrai ha definito «inaccettabile che i vertici Rai gli garantiscano uno status di intoccabile».
Vespa si è difeso, sottolineando di aver ricevuto da Provenzano «la più grave delle offese per un giornalista». «Come sanno bene Agcom e Rai – ha scritto Vespa in una nota ufficiale – Porta a porta ha sempre fatto dalle origini della par condicio costante la sua forse stupida religione (in questa stagione il Pd è da noi numericamente presente più di ogni altro partito). Ma comprendo perfettamente il disagio dei componenti Pd della commissione di Vigilanza Rai. Abituati nella televisione d’oggi a non avere quasi dappertutto controparte se non talvolta in misura simbolica, capisco che trovino normale che l’onorevole Provenzano – che ha avuto un tempo di parola superiore al senatore Malan interrotto costantemente – rivolga la più grave delle offese a un giornalista che già prima che Provenzano nascesse aveva dimostrato quanto doveva in fatto di correttezza professionale».
Online il video è ancora virale. E non cambiano neppure le posizioni dei diretti interessati, Vespa e Provenzano.
Raggiunto telefonicamente, Provenzano dice che «non c’è nulla da aggiungere, il video parla chiaro, posso solo dire che ho risposto a una battuta con una battuta, quello che è venuto dopo si commenta da sé», dice il deputato Pd. «E se qualcuno urlando mi intima di “stare zitto” risponderò sempre sorridendo, così ho fatto, e ho continuato serenamente a parlare». Vespa, dal canto suo, ribadisce: «Noi siamo in assoluto i più corretti, una correttezza a cui il Pd non è abituato altrove».
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11 aprile 2026 ( modifica il 11 aprile 2026 | 18:54)
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