di
Andrea Pasqualetto
La giornalista vittima nel 2024 degli accessi abusivi nella banca dati del Ministero dell’Interno: «Per me quell’anno è stato caldo, in questa vicenda c’è una cifra molto oscura e ambigua»
Selvaggia Lucarelli spiata, che effetto le fa?
«Bah, della vicenda che mi riguarda al momento si conoscono solo gli esecutori. Io invece vorrei conoscere mandante e movente, chi è cioè la persona che ha probabilmente pagato per chiedere informazioni su di me e perché l’ha fatto. Cercherò di scoprirlo».
Si è fatta un’idea?
«Potrebbe essere qualcuno interessato a delegittimarmi. Una persona che mi temeva perché stavo conducendo un’inchiesta su di lui o su di lei. Oppure interessata a conoscere il mio casellario per querelarmi facendo un po’ di scena. Mi sembra invece meno probabile l’ipotesi che questi signori potessero fabbricare un dossier da mettere a disposizione di eventuali futuri clienti. Trovo cioè irrealistico che preparassero a freddo qualcosa su di me, mica sono Giorgia Meloni. Visti anche alcuni dei personaggi spiati, tipo Corona e Parpiglia, mi sembra più una cosa legata a questioni pop».
L’accesso alla banca dati del ministero dell’Interno da parte dell’ispettore di polizia che cercava denunce, segnalazioni e condanne che la riguardano è del 18 marzo 2024. Che inchieste stava seguendo in quel periodo?
«Quello era per me un periodo particolarmente caldo, nel 2024 ho ricevuto diverse querele. Stavo facendo l’inchiesta sul Pandoro gate e stava uscendo il mio libro, Il vaso di Pandoro. Ma francamente non ritengo che ci possa essere un nesso con Equalize. Per esperienza sono le cose che ti sembrano trascurabili quelle che per qualcuno diventano di fondamentale importanza».
Preoccupata?
«Lo sono stata fino a quando ho saputo che non c’erano stati accessi abusivi al mio cellulare. Non che io abbia chissà quali scheletri nell’armadio ma tutti noi abbiamo i nostri piccoli segreti, informazioni che vogliamo restino private e nel mio caso, facendo la giornalista, le fonti. Quanto ai contenuti di quella banca dati nessuna preoccupazione. Piuttosto m’inquieta quello che c’è dietro».
Cioè?
«L’intenzione, il movente, l’idea che qualcuno paghi per avere informazioni su di me con mezzi illeciti. Mi fa pensare a nemici occulti, potenti e determinati, più di quanto io possa immaginare. Perché un conto sono le schermaglie pubbliche e le querele, altra cosa sono questi strumenti che hanno una cifra molto più oscura e ambigua. Queste persone si muovono nell’ombra e usano mezzi economici e conoscenze nell’intento specifico di colpirmi».
Nel 2015 ha avuto con altri un processo per accesso abusivo a un sistema informatico, giusto?
«Sono stata assolta con formula piena e vorrei ricordare che io sono una delle vittime di questa storia dopo esserlo stata di un processo ingiusto durato sette anni».
Da vittima è in buona compagnia: Britti, Vieri, Tognazzi, Boeri, Bruganelli… Sorpresa?
«Mi stupisce la Bruganelli: chi può essere interessato a conoscere i dati personali di Sonia Bruganelli? Non capisco francamente».
Conosce qualcuno degli indagati, Leonardo Del Vecchio, i fratelli Arpe?
«Nessuno, poteri troppo forti per me».
Cosa farà?
«Cercherò il mandante».
11 aprile 2026 ( modifica il 12 aprile 2026 | 01:03)
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